“Il diario di Julius Rodman” terminava 180 anni fa

Il romanzo incompiuto di Edgar Allan Poe

Poe diede a questa storia un titolo lunghissimo: Il diario di Julius Rodman. Resoconto del primo passaggio attraverso le Montagne Rocciose dell’America Settentrionale mai raggiunte da un uomo civile (The Journal of Julius Rodman. Being an Account of the First Passage Across The Rocky Mountains of North America Ever Achieved by Civilized Man).

La pubblicazione iniziò nel «Burton’s Gentleman’s Magazine» nel gennaio 1840, quando uscì il primo capitolo, e terminò a giugno con il sesto capitolo (il numero di aprile conteneva anche un’illustrazione).

Illustrazione dal Julius Rodman
Il ritratto qui allegato è quello del comandante in capo del gruppo che ora ci ha interrotto, e è stato disegnato da Thornton, in un periodo successivo.

A quel punto le pubblicazioni del romanzo a puntate di Poe si interruppero.

Come nacque “Il diario di Julius Rodman”

A metà del 1839 Poe assunse l’incarico di assistente alla redazione del «Burton’s Gentleman’s Magazine». Il salario era basso, 10 dollari a settimana, ma il lavoro era poco impegnativo, così Poe produsse testi extra, motivato anche dalla famiglia da mantenere.

In quell’anno, infatti, comparvero alcuni famosi racconti come “La caduta della casa degli Usher” (The Fall of the House of Usher) e “L’uomo interamente consumato” (The Man That Was Used Up).

Ma a Poe serviva un soggetto da serializzare, da scrivere con materiale adattabile e da cui prendere spunto. E lo spunto giunse infine leggendo una noiosa serie sul West intitolata “The Miami Valley” e scritta da “un pioniere dell’Ohio”.

Era una storia su un cacciatore e assassino di indiani, tale Thomas Girty, mentre il narratore era J. Milton Sanders, la cui famiglia era stata sterminata dagli indiani.

Rispetto a “The Miami Valley” Poe offrì ai lettori del «Burton’s», bramosi di essere incantati con storie sul West, una narrazione più verosimile.

L’ispirazione del “Julius Rodman”

Molti passaggi del romanzo di Poe furono ispirati dai diari del capitano Meriwether Lewis (1774-1809), esploratore, soldato, politico e amministratore pubblico americano, del suo amico, il sottotenente William Clark (1770-1838), esploratore, soldato, agente indiano e governatore territoriale americano, e da quelli di Alexander Mackenzie (1764-1820), esploratore britannico, e Benjamin Bonneville (1796-1878), esploraore statunitense.

Un’altra sua fonte fu il libro di storia pubblicato da Washington Irving (1783-1859) nel 1836, Astoria: Or, Enterprise Beyond the Rocky Mountains.

“Julius Rodman”: un progetto pianificato

A differenza del Gordon Pym, Il diario di Julius Rodman fu fin dall’inizio pianificato per coprire, in 12 capitoli, ogni mese del 1840, seguendo una rotta specifica e predeterminata: verso ovest attraverso le Montagne Rocciose fino allo Yukon e ritorno al punto di partenza del Kentucky o del Missouri.

L’annuncio fu dato nel numero del 20 novembre 1839 dell’«Alexander’s Weekly Messenger» di Filadelfia, con frasi enfatiche per suscitare curiosità nel pubblico:

Nel corso del prossimo volume sarà offerta al pubblico la più interessante testimonianza mai scritta, il diario del Primo Uomo Bianco che abbia mai attraversato le selvagge lande occidentali e superato le disabitate creste delle Montagne Rocciose. Questo viaggio avventuroso, in cui una manciata di uomini ha affrontato pericoli difficili da credere, è avvenuto pochi anni prima dei tempi di Lewis e Clarke. Il manoscritto è ora nelle mani degli editori e nel numero di gennaio ne inizieremo la pubblicazione.

L’interruzione del “Julius Rodman”

Poe lasciò il «Burton’s» sia perché Burton non riuscì a pagare le puntate della storia e sia perché lo accusò di essere negligente nel lavoro, a causa del bere. Ma non furono solo queste le ragioni: dobbiamo aggiungere la sua dedizione alla rivista «Penn», che Poe stata progettando, e, come affermava George Edward Woodberry (1855–1930), la sensazione di Poe che il Julius Rodman non fosse adatto al suo genio narrativo.

Così Julius Rodman restò bloccato nel Montana nel maggio 1792, con migliaia di miglia ancora da percorrere prima di raggiungere lo Yukon promesso e tornare alla sua “vecchia casa del Kentucky” nel 1794.

All’inizio del 1841 Poe assunse l’incarico al «Graham’s Magazine» e non riuscì più a riprendere la narrazione del Julius Rodman.

Una bufala involontaria al Senato degli Stati Uniti

Il seguente paragrafo si trova nel documento del Senato degli Stati Uniti del 26° Congresso, 1a sessione, Volume IV (1839-40), pagine 140-141, intitolato “Memoir, Historical and Political, on the Northwest Coast of North America, and the Adjacent Territories; Illustrated by a Map and a Geographical View of Those Countries” di Robert Greenhow.

Spedizione di Rodman e un gruppo di americani dalla foce del Missouri attraverso il continente, fino al Pacifico

È opportuno notare qui il resoconto di una spedizione attraverso il continente americano, avvenuta tra il 1791 e il 1794, di un gruppo di cittadini degli Stati Uniti, sotto la guida di Julius Rodman, il cui diario è stato scoperto di recente in Virginia, e è ora in corso di pubblicazione su una rivista periodica* a Filadelfia. La parte già pubblicata riguarda solo il viaggio degli esploratori fino al Missouri durante l’estate del 1791; ma non viene fornita alcuna indicazione sulla loro rotta oltre quel fiume, tranne nell’Introduzione del redattore, dove si legge che hanno attraversato la regione “a ovest delle Montagne Rocciose e a nord del 60° parallelo, ancora segnato sulle nostre mappe come inesplorato e che, fino a oggi, così è sempre stato ritenuto”. Da ciò che è stato pubblicato è impossibile formarsi un’opinione definitiva sul livello di credito della narrazione o sul valore delle dichiarazioni, se sono vere; e tutto ciò che si può dire qui in aggiunta è che nulla, né nel diario né in relazione a esso, è calcolato per suscitare sospetti riguardo alla sua autenticità.

* «Burton’s Magazine and American Monthly Review», a cura di William E. Burton e Edgar A. Poe. Il diario del signor Rodman è iniziato nel numero di gennaio 1840 e continua nei prossimi mesi.

Il fatto che Robert Greenhow avesse preso il Julius Rodman come resoconto fattuale e non fittizio di un viaggio di esplorazione portò, a quanto pare, a una bufala involontaria al Senato degli Stati Uniti e è prova dell’abilità di Poe nel trasmettere verosimiglianza ai suoi racconti immaginari.

Le prime traduzioni del “Julius Rodman”

Come è successo con altre opere di Poe, anche Il diario di Julius Rodman fu tradotto prima in francese. La prima traduzione risale al 1882, Le Journal de Julius Rodman, da parte di Émile Hennequin (1859-1888). Fu però una traduzione incompleta, perché comprendeva soltanto 3 estratti del testo.

La prima traduzione completa in francese si ebbe da Michel-Dimitri Calvocoressi (1877-1944) con lo stesso titolo, Le Journal de Julius Rodman, e uscì in 2 parti sul giornale di Parigi «Le Mercure de France», il 16 aprile e l’1 maggio 1913.

Per la prima traduzione italiana si deve attendere il 1965, con il volume Gordon Pym [e racconti] pubblicato da Sansoni.

Fonti

  • Edgar Allan Poe Society of Baltimore Allan Poe, “A Poe Hoax Comes Before the U.S. Senate” di David K. Jackson
  • The Collected Writings of Edgar Allan Poe — Vol. I: Imaginary Voyages, “Rodman (Introduction)” di Burton R. Pollin
  • Catalogo Vegetti della Letteratura Fantastica, “Il diario di Julius Rodman”
  • Edgar Allan Poe Society of Baltimore Allan Poe, Burton R. Pollin, “Rodman (Introduction),” The Collected Writings of Edgar Allan Poe — Vol. I: Imaginary Voyages (1981/1994)
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Sono un blogger e un appassionato di libri e letteratura. Edgar Allan Poe è stato il primo autore che ho amato e da allora ho iniziato a leggere la sua opera omnia. Il sito che ho creato nel 2007 è un omaggio a questo indimenticabile autore.

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