Il più felice dì

La poesia apparve dapprima senza titolo nel primo libro pubblicato da Edgar Allan Poe nel 1827, Tamerlane and Other Poems (TAOP): Untitled [The Happiest Day] [”The happiest day — the happiest hour …”].

Secondo Thomas Ollive Mabbott, William Henry Leonard Poe, fratello di Edgar, fu il revisore della poesia, quando uscì sul «North American» il 15 settembre di quell’anno, poiché sul periodico la stampa era firmata con le iniziali W. H. P.

L’affermazione di Mabbott è nella sua introduzione al volume Poe’s Brother: The Poems of William Henry Leonard Poe del 1926, in cui si legge anche: «Non è improbabile che i cambiamenti siano stati fatti su indicazione di Edgar, poiché egli rielaborava continuamente i propri versi. Ma esiste anche la poco romantica possibilità che la poesia sia stata ridotta di dimensioni per riempire lo spazio desiderato nel giornale», ma si ignora se il commento provenga da Mabbott o dal coautore Hervey Allen.

Sul «North American» erano pubblicati articoli sia di William Henry sia di Edgar. Henry aveva donato al periodico alcuni manoscritti (per questo motivo compaiono sulla rivista con le iniziali “W. H. P.”: William Henry Poe).

Gli articoli riguardavano eventi della vita di Edgar, in particolare alla sua relazione amorosa con la signorina Sarah Elmira Royster di Richmond, Virginia, alla sua fuga da Richmond a Boston in seguito alla rottura del fidanzamento con Elmira voluto dalla famiglia di lei sotto falso nome nel marzo 1827 e alla pubblicazione di TAOP pochi mesi dopo a Boston.

La poesia fu scoperta da Mabbott nel 1924 e annunciata nell’aprile 1926 in “Edgar Allan Poe: A Find”, in Notes and Queries (Londra).

La prima ristampa della poesia, ancora intitolata [Untitled]”, si ebbe soltanto nel giugno 1876 in “The Unknown Poetry of Edgar Poe” da parte di John H. Ingram nel periodico londinese «Belgravia: A London Illustrated Magazine», dopo il rinvenimento di TAOP presso il British Museum.

Soltanto nel 1882 la poesia apparve con il titolo “The Happiest Day” (primo verso del componimento), in Poems of Edgar Allan Poe, edizione curata da Henry Llewellyn Williams per Hurst & Co. di New York.

La prima traduzione in francese è della fine del 2008, tradotta da Jean Hautepierre in Poèmes d‘Edgar Allan Poe, con il titolo “Le plus beau jour, la plus belle heure”.

La presente traduzione italiana è invece di Ulisse Ortensi e proviene dalla raccolta del 1930 Poemetti e liriche di Edgar Poe, per l’editore G. Carabba. Ortensi la intitolò “Stanze”. Qui abbiamo preferito mantenere come titolo il primo verso della poesia.

Il più felice dì

Il più felice dì,
il più felice istante
il cuor mio vizzo
e arido goduto ha già;
svanita è la più grande
speme e l’orgoglio della gloria.

Della gloria? Sì; tali
immagino fossero
le mie visioni giovanili,
da tempo svanite:
volin pur via.

Nulla più a te mi lega,
Orgoglio! Altra fronte mortale
irrori il velen che versasti
sulla mia; tu spirito mio
deh! càlmati.

Il più felice dì,
il più felice istante,
che vider gli occhi miei,
vissuto già fu;
sento che già l’orgoglio
e la Gloria con occhio
ansioso mirai.

Più non vorrei rivivere
quell’ansia col dolore
che compagno le fu:
quell’ora brillante
rivivere non vorrei.

Era nell’ali di quell’ora
l’ombra e quant’essa
le scrollò, cadde un’essenza
che annientò un’anima
di lei ben conscia

Fonti

  • Edgar Allan Poe — “The Happiest Day”, Edgar Allan Poe Society of Baltimore
  • Hervey Allen and Thomas Ollive Mabbott, “Chapter 05,” Poe’s Brother: The Poems of William Henry Leonard Poe (1926), Edgar Allan Poe Society of Baltimore
  • Tamerlane and Other Poems (1827), title page and table of contents, Edgar Allan Poe Society of Baltimore
  • Poemetti e liriche di Edgar Poe, G. Carabba, 1930
Daniele Imperi 720 Articoli
Scrivo testi per il web, correggo bozze di manoscritti e revisiono racconti. Scrivo anche sul mio blog «Penna blu» e sull’aerosito ufficiale di F.T. Marinetti.

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