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È il 18 ottobre 1987, una domenica come tante al Poe Museum di Richmond. Il pomeriggio autunnale è fresco e Tom Rowe, guida turistica, accompagna un gruppo di studenti nel giardino del museo, fino al cosiddetto Santuario di Poe.
È là, sotto il pergolato di mattoni, custodito dalle ombre, che il busto di Poe, realizzato in gesso dallo scultore Edmond Thomas Quinn (1868 – 1929) nel 1908, poggia su un piedistallo. Rowe indica il busto ai ragazzi, ignaro della sorpresa che sta per abbattersi in tutto il museo.
«Quale busto?» è la domanda di un paio di studenti.
Tom Rowe si volta verso il pergolato e non crede a ciò che vede. O, meglio, a ciò che non vede.
Sul piedistallo non c’è nulla.
Il busto di Poe è scomparso.
Breve storia del busto di Poe
La Bronx Society of Arts and Sciences incaricò E.T. Quinn di scolpire il busto di Poe. Quinn aveva studiato alla Pennsylvania Academy of the Fine Arts ed ebbe come maestro Thomas Eakins (1844 – 1916).
L’artista realizzò la scultura in gesso bianco nel 1908. Il busto servì come modello per creare una copia in bronzo che fu inaugurata di fronte all’ex cottage di Poe nel Bronx, a New York, in occasione del centenario della nascita di Poe il 19 gennaio 1909.

Ad assistere alla cerimonia c’erano quasi duecento persone. Quel giorno nevicava. La Seconda Batteria di Artiglieria da Campo sparò una salva, quindi fu tolto il velo dal busto.
L’evento proseguì successivamente alla New York University. Là, George Edward Woodberry (1855 – 1916), biografo di Poe, presiedette alla cerimonia e alla lettura di alcune poesie di Poe.
Poco tempo dopo, qualcuno vandalizzò il busto in bronzo, che fu quindi spostato nel cottage di Poe per proteggerlo.
Quinn tentò di suicidarsi nel maggio del 1929 ingoiando del veleno. Riuscì poi a porre fine alla sua vita annegandosi al largo di Governor’s Island, a New York, quattro mesi più tardi.
Nel 1911 la Bronx Society of Arts and Sciences donò la scultura in gesso del busto di Poe al nuovo Poe Museum di Richmond. Lì trovò varie collocazioni, finché fu posto in modo permanente nel Santuario di Poe, all’estremità nord del giardino del museo.

Non era comunque adatto a essere esposto all’aperto, anche se protetto dalla pioggia. Il gesso è comunque idrosolubile e l’umidità estiva della Virginia unita all’inquinamento ne erosero la superficie.
Il misterioso furto del busto di Poe
Al museo si chiedono come sia stato possibile rubare un busto alto 67 centimetri e del peso di 37 chili, ma soprattutto portarlo oltre un muro di mattoni di due metri e mezzo con schegge di vetro rotto incastonate nella malta sulla sommità.
Hanno avuto dei complici? Hanno usato una gru?
La polizia ha interrogato il personale del museo. L’ultima volta il busto è stato visto sabato mattina 17 ottobre, intorno alle 10:40.
Il furto è stato scoperto da Rowe intorno alle 15:00 di domenica 18 ottobre. Possibile che nessuno si sia accorto della scomparsa del busto fra le 10:40 di sabato e le 15:00 di domenica?
Bruce English, ex fisico (che presumibilmente lavorò al Progetto Manhattan), avvisò la stampa lunedì 19 ottobre. Aveva ottenuto l’incarico di direttore e presidente del Museo negli anni ’70. Non avrebbe fatto domande, disse, se il colpevole avesse restituito il busto.
Era assicurato per 2.000 dollari.
Una bizzarra richiesta di riscatto
È quasi mezzanotte, a martedì 20 ottobre mancano pochi minuti. Una telefonata interrompe il sonno di Bruce English. L’uomo risponde e ciò che dice una voce anonima lo lascia perplesso. Ma obbedisce.
La voce sostiene di sapere dove si trovi il busto, ma lo rivela a patto che English gli legga la poesia di Poe “Gli spiriti dei morti”.
English non perde tempo, cerca il componimento in un volume di poesie di Poe, torna al telefono e comincia a leggere:
L’anima tua si troverà sola
in mezzo a neri pensieri della grigia pietra delle tombe
non Uno di tutta la folla a scrutare
entro la tua ora di secretezza.
Quando termina la lettura, l’anonimo dice: «È al Raven Inn».
E riattacca.
Dall’altra parte del fiume James, nella contea di Chesterfield, al Raven Inn, un locale per motociclisti, entra un uomo con un cappello da cowboy. Ordina un cocktail per sé e una birra per il busto di Poe.
Non risulta che Poe bevesse birra, ma in questa storia è l’unica stranezza che può passare inosservata.
English nel frattempo avverte la polizia, che si reca subito al Raven Inn. Al bancone trova il busto di Poe con la birra di fronte e un sacchetto di carta su cui era scritta la poesia “Gli spiriti dei morti”. Dell’anonimo cowboy, ovviamente, nessuna traccia.
Il busto di Quinn viene quindi restituito al museo, ma English preferisce tenerlo al chiuso ed esporre una replica nel Santuario di Poe, saldamente imbullonata al piedistallo.
Il busto di Poe, oggi
A quanto pare, il busto originale in gesso di Poe creato da Quinn ha smesso di viaggiare: oggi si trova esposto nell’Elizabeth Arnold Poe Memorial Building del museo.
Tom Rowe ha continuato a lavorare come guida turistica per altri due anni, divertendosi a raccontare di come aveva scoperto il furto del busto di Poe.
Il ladro non è mai stato trovato.
All’inizio del 2016 un visitatore del museo confessò di aver conosciuto il ladro, che aveva deciso di trafugare il busto per proteggerlo da un ulteriore deterioramento per la sua esposizione all’aperto.
E allora per quale motivo lo restituì?
Il Raven Inn non è più un locale per motociclisti, ma è stato soppiantato da una concessionaria di auto usate. Difficile, ora, portarvi il busto di Poe e ordinare un birra.
Fonti
- zakyoung, “The Mysterious Disappearing Poe Bust”, The Poe Museum Blog, 30 ottobre 2016
- “Edgar Allan Poe (after Edmond T. Quinn)”, The Providence Athenæum
- Anonimo, “Upon Midnight Dreary, Bust of Poe Returned”, «Los Angeles Times», 21 ottobre 1987
- “Edgar Allan Poe Bust”, Edgar Allan Poe Rhode Island


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