Re Peste – Recensione

Il racconto è ambientato ai tempi di Edoardo III, nel XIV secolo. Poe mette in campo due marinai senza denaro, dediti al bere e alla assidua frequentazione di birrerie e taverne in una Londra ombrata dalla peste.

La ricostruzione storica è affascinante. Poe descrive dettagliatamente sia i personaggi che i vicoli e le strade malfamati della città medievale, dando al lettore la possibilità di visualizzare le scene che man mano si susseguono durante la narrazione.

Si intuisce, sin dalle prime righe, il tono satirico del racconto. Non solo dalle fattezze e personalità dei due protagonisti, ma anche dalle situazioni in cui si vengono a trovare, quando, nella parte proibita della città, si ritrovano faccia a faccia con dei singolari personaggi: il Re Peste e la sua corte.

I toni della narrazione si fanno qui via via più divertenti, rasentando il paradossale, anche nella descrizione stessa dei pittoreschi figuri che Poe introduce a fine storia.

  • Titolo originale: King Pest. A Tale Containing an Allegory
  • Prima pubblicazione: settembre 1835 sul Southern Literary Messenger

Re Peste come storia probabile

La cornice storica dimostra che Poe non solo sapeva scrivere bene, ma era anche informato e uomo di grande cultura. Ci offre, con questo racconto, un bellissimo e prezioso quadro della Londra medievale.

Sebbene il Re Peste e i suoi compari siano quanto mai fuori del comune, nella storia non vi sono elementi del fantastico, dunque, perché no?, Re Peste è una storia che, con tutta probabilità, avrebbe potuto presentarsi ai due squattrinati marinai.

Daniele Imperi 719 Articoli
Scrivo testi per il web, correggo bozze di manoscritti e revisiono racconti. Scrivo anche sul mio blog «Penna blu» e sull’aerosito ufficiale di F.T. Marinetti.

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