Lo schiavo venduto da Poe

Sul giornale «The Baltimore Sun» del 6 aprile 1940 May Garrettson Evans firmava un articolo intitolato “When Edgar Allan Poe Sold a Slave” (Quando Edgar Allan Poe vendette uno schiavo).

All’epoca fu una notizia sensazionale, perché fino a quel momento – quasi un secolo dopo la morte di Poe – era sfuggita a tutti i biografi.

Consultando l’archivio del tribunale di Baltimora, Edward Vincent Coonan, un ex geometra del comune, si era imbattuto in un vecchio documento che riguardava Edgar Allan Poe, datato 10 dicembre 1829. Un documento rimasto nascosto per oltre 110 anni.

L’atto di vendita di uno schiavo.

Uno schiavo di Maria Clemm.

Il documento perduto e ritrovato

Sul «Baltimore Evening Sun» del 16 gennaio 1954 apparve un articolo anonimo intitolato “Purloined Bill Of Sale For Poe Slave Found” (Ritrovato l’atto di vendita rubato di uno schiavo di Poe).

Anche quella fu una notizia sensazionale, perché quel documento, che dal 1940 veniva conservato nell’archivio cittadino, venne rubato e poi ritrovato 14 anni dopo. Anzi, fu venduto da un commerciante a William H. Koester, probabilmente il più importante collezionista privato di cimeli di Poe al mondo.

Ma la notizia più sensazionale fu quanto fece Koester: consegnò il documento al comune di Baltimora, legittimo proprietario, suggerendo che fosse collocato nella Poe Room alla Enoch Pratt Free Library, la biblioteca pubblica di Baltimora. Dove si trova tutt’ora.

La vendita dello schiavo

Dal documento sappiamo che Edgar Allan Poe fu incaricato da Maria Clemm di vendere “un uomo negro di nome Edwin di ventun anni” a un certo Henry Ridgway di Baltimora per la somma di 40 dollari.

La transazione doveva entrare in vigore il 1° marzo 1830 e Edwin avrebbe dovuto servire Ridgway “fino a quando non avrà raggiunto l’età di trent’anni e non oltre”.

Ciò che ignoriamo è come Maria Clemm ottenne Edwin. È probabile che Edwin sia appartenuto a William Clemm, il marito di Maria.

Molti sostengono che il prezzo di 40 dollari sia stato eccessivamente basso. Ma bisogna considerare che all’epoca Maria Clemm doveva mantenere lei e i figli Virginia e Henry e aveva quindi difficoltà economiche.

Chi era Henry Ridgway?

Dai registri di Baltimora (Baltimore City Directories) non è stato trovato quel nome, ma due nomi simili:

  • (1827) † Ridgaway Henry, venditore ambulante, lato N di Guilford E di Charles Street
  • (1829) † Ridgeway H., bracciante, Guilford Alley vicino a Charles Street

Il simbolo † stava per “persona di colore”.

Dunque, Edwin fu venduto a uno schiavo liberato, e questo spiega in parte il prezzo basso di vendita. Inoltre Ridgway firmò con una X.

La vendita di schiavi a Baltimora

Baltimora, una delle più grandi città degli Stati Uniti all’epoca di Poe, era anche una delle città con il più alto numero di afroamericani del paese. La città rappresentava un porto di grande importanza nel commercio interno di schiavi degli Stati Uniti e, di conseguenza, la schiavitù aveva un immenso ruolo nell’economia della città.

Secondo la storica Anne Bailey, Poe aveva strappato Edwin dai legami umani che aveva stabilito nella sua vita fino a quel 10 dicembre 1829, e questo perché la vendita di uno schiavo all’epoca “era considerata una specie di morte poiché la separazione dai propri cari era per lo più permanente”.

Prima di tutto non sappiamo se Edwin avesse avuto una famiglia a quell’epoca, quindi ciò che scrive la Bailey è privo di fondamento. Inoltre la famiglia di Maria Clemm era povera e non si può certo condannare se la donna sia stata costretta a vendere uno schiavo che non poteva più permettersi di sostenere.

Per Poe e Clemm, continua la Bailey, Edwin era un bene da comprare e vendere in nome di una gestione economica oculata. Anche questo è un’esagerazione, perché Maria Clemm aveva due figli piccoli da mantenere, Henry di 11 anni e Virginia di 7. Non si può parlare di “gestione economica oculata”, ma di semplice sopravvivenza.

L’atto di vendita di Edwin

SAPPIANO TUTTI GLI UOMINI CHE LEGGERANNO IL PRESENTE DOCUMENTO che io, Edgar A. Poe agente di Maria Clemm della città e contea di Baltimora, stato del Maryland, in cambio e in considerazione della somma di quaranta dollari pagatami in contanti da Henry Ridgway della città di Baltimora prima o al momento della firma e consegna del presente documento, il cui ricevimento viene con la presente riconosciuto, ho concesso, contrattato e venduto e con il presente documento concedo, contratto e vendo al suddetto Henry Ridgway, ai suoi esecutori, amministratori e successori, un negro di nome Edwin di ventuno anni di età al prossimo primo marzo, da servire fino a raggiungere l’età di trent’anni e non oltre. PER AVERE E DETENERE congiuntamente e disgiuntamente il suddetto negro sopra contrattato e venduto o menzionato o destinato a esserlo al suddetto Henry Ridgway, ai suoi esecutori, amministratori e successori, e io, il suddetto Edgar A. Poe, agente di M. Clemm, per me stesso, per i miei eredi, esecutori e amministratori, congiuntamente e disgiuntamente il suddetto negro al suddetto Henry Ridgway, ai suoi esecutori e amministratori e successori, contro di me, il suddetto Edward [sic] A. Poe, i miei esecutori e amministratori e contro ogni altra persona o persone di sorta, garantisco e difenderò per sempre con il presente documento. IN FEDE abbiamo sottoscritto e apposto la nostra firma questo 10° giorno di dicembre milleottocentoventinove.

Letto, confermato e sottoscritto in presenza di Henry W. Gray

Edgar A. Poe per Maria Clemm (firma)

Henry Ridgway (firma)

Sia ben noto che in questo decimo giorno di dicembre 1829, dinanzi al sottoscritto Giudice di Pace per la suddetta Città, si presenta Edgar Poe, agente di Maria Clemm, e Henry Ridgway, e riconosce che il documento scritto sopra riportato è il loro atto e fatto secondo la vera intenzione e significato dello stesso.

Riconosciuto davanti a Henry W. Gray. Ricevuto per la registrazione il 29 dicembre 1829 alle ore tre del pomeriggio. Stesso giorno registrato ed esaminato.

Quando il nonno di Poe vendette uno schiavo

Esiste un altro atto di vendita di uno schiavo di nome Jack venduto da David Poe, il nonno di Edgar – il famoso generale – a George Poe il 30 marzo 1802, atto registrato da William Gibson il 12 aprile 1802 presso il tribunale della contea di Baltimora.

Non è chiaro chi sia George Poe, forse il fratello (George Poe, Sr., nato in Irlanda, come David, nel 1744) o il nipote George Poe, Jr., figlio di George Poe, Sr. (nato a Baltimora nel 1778).

Lo schiavo fu venduto per la somma di 86 sterline e 5 scellini. Come testimone era presente Jacob Poe, figlio di George Poe, Sr.

Fonti

  • Emmanuel Mehr, “Edgar Allan Poe and Edwin, the Enslaved Person He Sold”, «Baltimore Histories Weekly», 1 febbraio 2023
  • “Bill of sale for Negro slave named Edwin sold by Edgar A. Poe, agent for Maria Clemm, to Henry Ridgway, December 10, 1829, recorded December 29, 1829”, Digital Maryland
  • “Bill of sale for Negro slave named Jack sold by David Poe to George Poe March 30, 1802, recorded April 12, 1802 in Baltimore County Court”, Digital Maryland
  • Various, “Marginalia,” Poe Studies, December 1976, Vol. IX, No. 2, 9:52-54
  • William Bittner, Poe, a biography, Atlantic Monthly Press, 1962
  • Arthur Hobson Quinn, Edgar Allan Poe: A Critical Biography, Johns Hopkins University Press, 1941
  • May Garrettson Evans, “When Edgar Allan Poe Sold a Slave,” «The Baltimore Sun», 6 aprile 1940
  • May Garrettson Evans, “Poe in Amity Street”, Maryland Historical Magazine, dicembre 1941
  • “Purloined Bill Of Sale For Poe Slave Found”, «Baltimore Evening Sun», 16 gennaio 1954
  • “Poe’s Family Tree”, Edgar Allan Poe Society of Baltimore
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Scrivo testi per il web e correggo bozze di manoscritti. Scrivo anche sul mio blog «Penna blu» e sull’aerosito ufficiale di F.T. Marinetti.

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