Gli scritti di William Henry Poe

Le opere letterarie del fratello di Poe

William Henry Leonard Poe nacque a Boston tra il 12 gennaio e il 22 febbraio 1807, periodo in cui David Poe ed Elizabeth Arnold Poe stavano firmando un ingaggio con il Federal Street Theatre di quella città.

Durante una visita a Baltimora, tra il 25 maggio e il 14 settembre 1807, i genitori lasciarono William Henry con il nonno paterno, il generale David Poe, che allora risiedeva al numero 19 di Camden Street. Fu quindi nella famiglia dei suoi nonni che fu “adottato” e allevato.

Che cosa scrisse William Henry Leonard Poe?

Henry scriveva poesie già nel 1826. Probabilmente conosceva il poeta Edward Coote Pinkney (1802-1828), di Baltimora (ma nato a Londra), e era amico di Frederick W. Thomas (1806-1866), un suo rivale in amore.

Le poesie di Henry Poe

La maggior parte delle poche composizioni poetiche di William Henry Poe furono raccolte nel 1926 da Hervey Allen e Thomas Ollive Mabbott in un volume intitolato Poe’s Brother. Ecco l’elenco delle poesie sopravvissute scritte da Henry:

  1. “Jacob’s Dream”, 64 versi, «Saturday Evening Post» di Filadelfia, 20 gennaio 1827.
  2. “Psalm 139th”, 32 versi, «Saturday Evening Post», 3 febbraio 1827.
  3. “On the Death of Miss E. S. B.”, 16 versi, «North American Review» di Baltimora, 28 luglio 1827.
  4. “Oh! Give that Smile”, 16 versi, «North American Review», 4 agosto 1827.
  5. [“In a Pocket Book”], 16 versi, «North American Review», 11 agosto 1827.
  6. “To R.”, 16 versi, «North American Review», 22 settembre 1827.
  7. 16 versi senza titolo, «North American Review», 29 settembre 1827.
  8. 16 versi senza titolo, «North American Review», 6 ottobre 1827.
  9. 24 versi, «North American Review», 3 novembre 1827.
  10. Versi scritti estemporaneamente a matita su una lapide, «North American Review, 10 novembre 1827.
  11. “On Seeing a Lady Sleeping”, 17 versi, «North American Review», 17 novembre 1827.
  12. “Waters of Life”, 16 versi, «North American Review», 24 novembre 1827.
  13. “To ——”, 39 versi. Riprodotta in Life of Edgar Allan Poe (1877) di W.F. Gill, e pubblicata prima sul «Baltimore Minerva and Emerald», un giornale letterario condotto da John H. Hewitt.
  14. “To Minnie”, 5 quartine. Come sopra.
  15. “Woman”, scritto nell’album di Margaret Bassett in cui Edgar scrisse il suo centone “To Margaret” nel 1827. Il manoscritto è ora nella Lilly Collection, Indiana University, a Bloomington.
  16. 3 strofe senza titolo, scritte a mano da Edgar e attribuite a suo fratello nell’album di Lucy Holmes, poi signora Balderston. Nello stesso album Edgar ha scritto “Alone”. La data è presumibilmente il 1829. Eugene L. Didier stampò la poesia di Henry nel suo «No Name Magazine» di Baltimora nell’agosto 1890.
  17. [Versi scritti in un album di Miss Durham], menzionato da Amelia F. Poe in una lettera a Ingram il 28 febbraio 1911. Si dice che l’album sia stato distrutto da un incendio.
  18. “Life”, 22 ottobre 1829, da una copia inviata da William Hand Browne a Ingram intorno al 1875 e ora conservata all’Università della Virginia. Browne non li attribuisce fermamente a Edgar, e potrebbero essere una produzione di William Henry Poe.

Il racconto “The Pirate” di Henry Poe

Questo racconto sembra essere stato ispirato dalla relazione fallita di Edgar con Sarah Elmira Royster, anche se nella storia non c’è alcun dettaglio che lo leghi a quella relazione.

Nel 1825 Edgar portò Henry a visitare Sarah Elmira Royster. Elmira ricordò Henry “come se fosse stato in Marina o nella marina mercantile perché era vestito con un’uniforme che sembrava essere quella di un guardiamarina”.

Il racconto “The Pirate” fu pubblicato sul «North American Review» il 27 ottobre 1827.

In realtà l’ispirazione per questa storia proviene probabilmente dal servizio a bordo della fregata della Marina degli Stati Uniti, la USS Macedonian. Nel 1826 la nave attraversò le Indie occidentali per sopprimere l’attività dei pirati.

La USS Macedonian navigò nel Mediterraneo visitando l’Europa e il vicino Oriente e forse anche la Russia. Fece anche una crociera in Sud America e sicuramente si fermò a Montevideo, che sappiamo per via di un articolo che scrisse e pubblicò sul «Baltimore Minerva» e il «Saturday Evening Post» nel febbraio 1827.

Tra i due fratelli Poe c’era molta collaborazione con i loro scritti e “The Pirate” sembra essere il prodotto di due vite, di due cervelli.

Fonti

  • Edgar Allan Poe Society of Baltimore, Thomas Ollive Mabbott (and W. H. L. Poe), “Appendix V (Part I: Poems by William Henry Leonard Poe),” The Collected Works of Edgar Allan Poe — Vol. I: Poems (1969)
  • Ibidem, Hervey Allen and Thomas Ollive Mabbott, “Preface,” Poe’s Brother: The Poems of William Henry Leonard Poe (1926)
  • World of Poe, “The Brother of Edgar Poe”
  • The Edgar A. Poe Calendar, “Poe’s brother, The Pirate”
  • CoastConFan, “Edgar Allan Poe’s Older Brother: William Poe the Sailor”
Daniele Imperi 730 Articoli
Correggo bozze di manoscritti, revisiono racconti e scrivo testi per il web. Sul mio blog «Penna blu» parlo di scrittura, editoria e lettura; sull’aerosito di F.T. Marinetti, di cui ho curato un aeropoema (Diana edizioni, 2023) e un romanzo (Diana edizioni, 2026) inediti, parlo di Futurismo e della vita e delle opere del poeta combattente.

4 Commenti

  1. Buongiorno, volevo confrontarmi con lei sul riferimento del racconto “The Pirate” di Henry Poe, il fratello di Edgar. Lei cita questo racconto come scritto dal fratello di Edgar. Non sono però riuscita a recuperare nessun riferimento della rivista North American. Si trova tutta la rivista North American Review digitalizzata ma non c’è traccia di questo racconto. Ho comunque recuperato da questo riferimento che è comunque consultabile in full test in quanto digitalizzato le due paginette del racconto The Pirate. Il mio dubbio è piuttosto relativo a un riferimento che sembra piuttosto equivoco. Nella raccolta dell’anglista Francesco Mei (ora scomparso quindi non possiamo chiedere a lui) “Scritti ritrovati” uscito nel 1983, raccolta di traduzioni in italiano di racconti che il Mei ha attribuito a Edgar Allan Peo, vi è un racconto “Il Corsaro” che viene attribuito appunto Edgar Allan Poe. Mei scrive nella sua introduzione che si tratta di un racconto che aveva scritto a casa della nonna paterna a Baltimora e che suo fratello Henry William Leonard gli aveva trafugato e pubblicato a sua insaputa. Ora secondo me vi è un equivoco, la questione è ingarbugliata perché il raccontino di Henry fratello è di due paginette e sembra pubblicato su questa fantomatica North American che però non sembra essere la North American Review. Il riferimento è tratto da “Poe’s brother : the poems of William Henry Leonard Poe, elder brother of Edgar Allan Poe : together with a short account of his tragic life, an early romance of Edgar Allan Poe and some hitherto unknown incidents in the lives of the two Poe brothers / with a pref. introduction, comment and facsimilies (sic) of new Poe documents by Hervey Allen and Thomas Ollive Mabbott.,
    Author: Poe, William Henry Leonard, 1807-1831.Poe, William Henry Leonard, 1807-1831.
    Published: New York :G.H. Doran,[c1926]
    Description:
    xvi, 93 p. :ill., facsims. (some fold.)
    Rights: Public Domain, Google-digitized.
    Permanent URL
    https://hdl.handle.net/2027/mdp.39015000549157 [qui trova la digitalizzazione]
    Ora ho guardato il file ma non mi sembra proprio che si tratti dello stesso racconto, manco in embrione. Il racconto originale The Privateer sembra essere di un certo Alexander Jones, è uscito infatti in pubblicazione nel 1947 ed è diverso dal The Pirate di Henry. E comunque non è chiaro se il Mei abbia attribuito a Edgar un racconto non suo. Mi è difficile spiegare in una breve commento l’intricata questione, ma visto che lei è un esperto di Poe mi piacerebbe confrontarmi. Anche sugli altri racconti tradotti ho qualche dubbio di attribuzione. Grazie!

    • Buongiorno Antonella, benvenuta nel sito.
      Sugli “Scritti ritrovati” tempo fa ho scritto un articolo, frutto di varie ricerche che ho fatto online: https://edgarallanpoe.it/scritti-ritrovati-di-poe/

      Infatti “Il Corsaro” (titolo originale The Privateer), come anche lei ha scoperto, non è di Poe. Né lo sono altri racconti contenuti in quel volume.

      Avevo già recuperato il testo di “The Pirate” di Henry Poe, perché volevo pubblicarne una traduzione qui.

      All’inizio del racconto “The Pirate” Henry Poe scrive “To the Editor of the North American”.
      Sul sito Jstor si possono leggere tutti i volumi del North American Review, ma dall’ottobre 1827 si passa poi al gennaio 1828.

      Sul sito della Edgar Allan Poe Society c’è scritto che il racconto si trova “on pages 189 and 190 of the North American for Saturday, November [[October]] 27, 1827, Vol. I, No. 24”.
      Ma su Jstor ci sono 4 volumi della rivista; il numero 24, poi, è riferito al volume che comprende i mesi di gennaio e aprile.

      La Edgar Allan Poe Society dice anche che il racconto è stato ristampato sulla Phenix Gazette (Alexandria, DC) il 12 novembre 1827, a pagina 2, colonne 1-3. E infatti l’ho trovato: https://chroniclingamerica.loc.gov/lccn/sn85025006/1827-11-12/ed-1/seq-2/

      Ma non è riportato il nome dell’autore.

      • buongiorno Daniele,
        grazie per la rapida risposta. Mi fa piacere questo nostro confronto su questa ricerca in cui mi sono imbattuta qualche tempo fa
        In effetti andando a fondo nella ricerca (che non è affatto semplice né banale) ho scoperto che:
        – il raccontino di Henry William Leonard Poe intitolato The Pirate è diverso da quello tradotto da Francesco Mei nel suo “Scritti ritrovati: 1839-1865” e attribuito a Edgar Allan Poe che peraltro non cita mai le fonti né tantomeno i titoli dei racconti originali.
        – Il racconto tradotto come “Il Corsaro” da Mei è la traduzione di “The Privateer: A Tale of the Late American War,” pubblicato a puntate sul Burton’s Gentleman’s Magazine, tra il 1839 e 1840. E come da lei segnalato nel suo blog (avevo infatti letto le sue utilissime considerazioni) nell’ultima puntata vi era appunto la nota che attribuiva il racconto non a Poe bensì a un certo Alexander Jones, M-D. (medical doctor?) di St. Inigoes, MD
        Per la verità grazie ai processi di digitalizzazione, in particolare Google LIbri ho scoperto che nel 1846 era stato pubblicato un libro con questo racconto, identico a quello uscito qualche anno prima sul Burton’s Gentleman’s Magazine, col sottotitolo leggermente diverso
        The Privateer, Or, The Black Boatswain of the Atlantic: A Nautical Romance / Alexander Jones. Redding &
        Company, 1846
        Traduzione in italiano: Il Corsaro o Il nostromo nero dell’Atlantico: una storia d’amore nautica, il sottotitolo
        nell’edizione del Mei attribuita a Edgar Alla Poe è diverso. Un racconto della Guerra d’Indipendenza
        americana e probabilmente il Mei aveva tradotto dal Burton forse non essendo a conoscenza della pubblicazione del 1846.
        Nessuno lo saprà mai, in ogni caso
        – “The Pirate” NON è lo stesso racconto di “The Privateer”: interessante il gioco di significati dei due termini Corsaro e Pirata che anche in italiano hanno valenza differente. In ogni caso nel libro di Allen e Mabbott del 1926
        Poe, William Henry Leonard, Hervey Allen, and Thomas Ollive Mabbott. Poe’s Brother, the Poems of William Henry Leonard Poe, Edler Brother of Edgar Allan Poe, Together with a Short Account of His Tragic Life, an Early Romance of Edgar Allan Poe and Some Hitherto Unknown Incidents in the Lives of the Two Poe Brothers. New York: G. H. Doran, 1926. Print.
        Viene riportato il raccontino di Henry che è comunque completamente diverso da quello di Alexander Jones.
        Capisco che il Mei nella sua introduzione parla di racconto embrionale ma è tutto diverso, l’equivoco forse sta nel titolo con termine comunque
        ambiguo Pirate/Privateer
        – Sarebbe comunque utile tradurre il raccontino di Henry Poe The Pirate, che si trova comunque anche qua
        https://www.eapoe.org/papers/misc1921/whp26c04.htm dove peraltro viene precisato alla fine che
        “All of the bibliographical information about the first printing of “The Pirate” except the month of publication, which should be October rather than November. (This detail has been verified by reference to the copy of the North American in the Maryland Historical Society.)
        In an e-mail to the Poe Society dated February 16, 2020, Ton Fafianie notes that “The Pirate” was reprinted in the Phenix Gazette (Alexandria, DC) for November 12, 1827 (vol. III, whole no. 741, p. 2, cols. 1-3), without acknowledging the source. Because it neglects to include the introductory note, there is also no mention of the author, or even his initials.”

        – Altra informazione importante che si evince dal libro di Allan e Mabbott è che la rivista North American NON è la North American Review

        “the North American (which, of course, should not be confused with the North American Review of contemporary date, then published from Washington Street, Boston), was the North American — Or, Weekly Journal of Politics, Science and Literature, a caption which sufficiently indicates the nature of its contents.”

        Va quindi ricercata come North American — Or, Weekly Journal of Politics, Science and Literature, ma non mi sembra sia presente sul web

        In ogni caso abbiamo il raccontino. Sarà mia cura nei prossimi giorni rileggere la traduzione del Mei per capire se in qualche modo vi sia un qualche minimo aggancio al racconto The Pirate di Henry.

        – ho fatto delle ricerche su Alexander Jones, vi sono più omonini nei cataloghi delle biblioteche statunitensi, ma credo di aver individuato il Jones corretto in quanto medico, scrittore e giornalista, vissuto nel periodo della rivista del Burton. Persona assai interessante. Mi resta il dubbio a proposito del luogo dato come St. Inigoes. Ma su questo ci sentiremo

        a presto Antonella

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