Le opere autobiografiche di Edgar Allan Poe

A partire dal necrologio che Rufus Griswold pubblicò sul «New York Tribune» il 9 ottobre 1849 si è fatta strada la convinzione che Poe riversasse nelle sue opere i problemi della sua vita travagliata.

Perfino il biografo J.H. Ingram dichiarò, nel 1880, che i personaggi di Poe indossassero una maschera dietro cui si celavano le sue idiosincrasie e che il protagonista del romanzo Le avventure di Arthur Gordon Pym fosse lo stesso Poe.

Lo studio psicanalitico pubblicato da Marie Bonaparte1, allieva di Freud, rappresenta una sua personale visione delle opere di Poe come il frutto dei vizi e dei drammi dell’autore. Ma in genere, sia il saggio della Bonaparte sia gli studi di altri autori, fra cui Joseph Wood Krutch2, presentavano teorie non dimostrabili.

Anche secondo John Edward Reilly, racconti e poesie di Poe erano da considerare «in qualche modo documenti autobiografici in cui possiamo identificare Poe stesso»3.

Autobiografia: una definizione

Il vocabolario Treccani dà la seguente definizione di “autobiografia”:

Narrazione della propria vita o di parte di essa, soprattutto come opera letteraria

Il romanzo Ragazzo negro di Richard Wright (Black Boy, Harper & Brothers 1945; Einaudi 1947) è un’opera autobiografica, Giovinezza, giovinezza… di Luigi Preti (Oscar Mondadori 1967) è un romanzo autobiografico.

Ma quali opere di Poe possiamo considerare autobiografiche?

Poe non ha mai risvegliato un cadavere con il magnetismo (“La verità sul caso del signor Valdemar”) né ucciso un anziano per poi seppellirlo sotto al pavimento (“Il cuore rivelatore”), né sua moglie murandola assieme a un gatto nero (“Il gatto nero”), non ha mai cavato i denti a sua cugina (“Berenice”) né ha trovato il tesoro del Capitano Kidd (“Lo scarabeo d’oro”).

Come rilevato dalla Edgar Allan Poe Society of Baltimore, in un’autobiografia o in una qualsiasi opera autobiografica è possibile alterare i nomi dei personaggi e i luoghi, ma i fatti dovrebbero essere riconoscibili a chiunque conosca la vita dell’autore e questo non si verifica nei racconti e nelle poesie di Poe, in cui anzi avviene il contrario.

Le fonti delle opere di Poe

Le storie di Poe provengono dalle letture delle opere di altri autori, dalle notizie giornalistiche (basti pensare ai racconti satirici) o semplicemente dalla sua fantasia.

Non fu questa l’opinione di Killis Campbell:

Oserei dire che c’è molto più di autobiografia nelle poesie e nei racconti di Poe di quanto io sia riuscito a scoprire. Senza dubbio, la questione verrà chiarita ulteriormente con la rivelazione di nuovi fatti sulla vita di Poe e sulle sue abitudini compositive. Ma sono già state presentate sufficienti prove di natura positiva per dimostrare senza ombra di dubbio che il poeta, per quanto obiettivo possa apparire nei suoi scritti immaginari, attinse ampiamente alla propria vita per i materiali alla base della sua arte. Nel caso delle poesie, il corpus di materiale autorivelatore, sebbene di piccole dimensioni, è in realtà relativamente vasto: comprende in qualche modo praticamente metà delle poesie di Poe; e sebbene sia, per la maggior parte, vago e nebuloso, ciò era del tutto in linea con la teoria del poeta secondo cui il testo dovrebbe nascondere il suo significato sotto un manto di “indefinitezza”. E nei racconti la rivelazione di sé è sia abbondante che, per gran parte del tempo, facilmente evidente.4

Tuttavia, Campbell non fornisce elementi autobiografici autentici rinvenuti nelle opere di Poe, ma si limita a sostenere che la maggior parte delle sue poesie riflette i dolori, le delusioni, gli atteggiamenti di Poe verso il mondo e il suo stato d’animo.

Un reale elemento autobiografico è presente nel racconto “William Wilson”, in cui Poe descrive il collegio di Stoke Newington, presso Londra, dove ha studiato da bambino, e nel racconto compare anche il suo insegnante, John Bransby. Inoltre, Poe potrebbe aver preso il nome del protagonista da quello di due clienti di John Allan, un quacchero che viveva a Kendal e un virginiano agente del Washington College.

Ma questi elementi non sono sufficienti per considerare il “William Wilson” un racconto autobiografico.

Secondo Thomas Ollive Mabbott, grande studioso di Poe, il poeta di Boston si avvaleva di resoconti letti sui giornali oppure inventava da zero le sue storie. Non solo: il racconto “Mattino sul Wissahiccon” fu scritto per accompagnare un’illustrazione e “Il ritratto ovale” fu ispirato dal dipinto di un amico.

Scrivere di paura, di tristezza, di rabbia e provare queste emozioni non costituisce un’autobiografia. Si tratta di emozioni e ogni scrittore scrive di emozioni. È anche normale che alcuni aspetti della vita di un autore ne influenzino gli scritti, ma non per questo possiamo affermare che quegli scritti siano autobiografici.

Secondo Poe, chi scrive racconti dovrebbe inventare oppure combinare fra loro eventi per ottenere un certo effetto e è proprio ciò che fece negli ultimi anni.

In definitiva, la negazione dell’autobiografia come elemento predominante nelle opere di Poe non è una negazione del suo genio, ma la sua conferma.5

—

1 Edgar Poe. Étude psychanalytique, prefazione di Sigmund Freud (Denoël, Paris 1933), uscito in italiano con il titolo Edgar Allan Poe: studio psicoanalitico (Newton Compton, Roma 1976).

2 Edgar Allan Poe: a study in genius (A.A. Knopf, New York 1926).

3 Poe in Imaginative Literature. A Study of Americ.an Drama, Fiction, and Poetry Devoted to Edgar Allan Poe or his Works, University of Virginia 1965.

4 Killis Campbell, “Self-Revelation in Poe’s Poems and Tales,” The Mind of Poe and Other Studies (1933), pp. 126-146. Edgar Allan Poe Society of Baltimore.

5 “Edgar Allan Poe’s Works as Autobiography”, Edgar Allan Poe Society of Baltimore.

Daniele Imperi 730 Articoli
Correggo bozze di manoscritti, revisiono racconti e scrivo testi per il web. Sul mio blog «Penna blu» parlo di scrittura, editoria e lettura; sull’aerosito di F.T. Marinetti, di cui ho curato un aeropoema (Diana edizioni, 2023) e un romanzo (Diana edizioni, 2026) inediti, parlo di Futurismo e della vita e delle opere del poeta combattente.

1 Commento

Commenta l’articolo

La tua email non sarà pubblicata.


*