Il Terrore Cosmico da Poe a Lovecraft – #7

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La paura dell’ignoto dall’abisso dell’anima al caos cosmico

a cura di Sandro D. Fossemò

“La vita e i sogni sono fogli di uno
stesso libro.
Leggerli in ordine è vivere,
sfogliarli a caso è sognare.”

Arthur Schopenhauer

L’ignoto

“La più antica e potente emozione umana è la paura, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto.”1 Lovecraft con una sintetica e nota definizione suggerisce il profondo legame tra gli abissi incomprensibili della realtà ed il panico che emerge dall’impossibilità di reagire direttamente per dominare tali situazioni alterate. Il terrore che ne segue provoca una paura psicologica legata ad elementi terreni o metafisici che sfuggono al controllo umano a causa di un “caos minaccioso” dove l’uomo viene concepito come un bambino che si è smarrito nel bosco: la sua sopravvivenza viene costantemente minacciata da una Natura sconosciuta ed avversa agli occhi dell’uomo. In tale situazione di panico, l’improvviso ululato di un vento impetuoso provoca, nell’immaginario infantile del bambino, la paura di essere aggredito da dei fantasmi se non provvede subito a trovare un riparo. Di conseguenza, nella fantasia del fanciullo, sorgono, come istintiva reazione fobica, proprio quelle “creature mitiche” che si sostituiscono alle vere cause. Lovecraft, nel suo saggio, ci dà un esempio illuminante nell’esprimere la reale natura dell’orrore cosmico e scrive: “I bambini avranno sempre paura del buio, gli uomini il cui spirito sia sensibile agli stimoli ereditari tremeranno sempre al pensiero di nascosti ed incommensurabili universi pregni di strane forme di vita, le quali pulsano al di là del vortice celeste o premono minacciose alle porte del nostro mondo, abitando dimensioni spaventose che solo i morti o i folli lunatici possono riuscire a scorgere.

Su tale base non fa certo meraviglia che esista una letteratura del terrore cosmico.”2 Ma il terrore prende il totale sopravvento nella mente della vittima quando non si riescono più a interpretare i fenomeni che si vedono o si odono da una provenienza esterna a noi inaccessibile.3 “Tale tendenza, ovviamente, è stata anche favorita dal fatto che l’incerto e il pericoloso vanno sempre a braccetto: per cui è facile che un universo ignoto divenga un mondo pieno di pericoli e maligni accadimenti”4

Un ottimo esempio di disorientamento psicologico lo troviamo ne “La visione del caos” (The Crawling Chaos)5 nel quale la paura diventa assoluta perché il protagonista non è più in grado di identificare la causa, naturale o ultraterrena, proveniente da un irriconoscibile ambiente ostile e la sua mente, fagocitata da una condizione confusionale e scombussolata da sostanze stupefacenti, cade in preda al panico di fantasie brutali che identificano l’essere o la cosa nascosta in un mostro abominevole dall’aspetto indescrivibile, propenso ad agire in un modo astratto e incontrollabile.

Poco a poco, ma inesorabilmente, si insinuò nella mia coscienza e giunse a dominare ogni altra sensazione una sconcertante paura dell’ignoto: paura tanto più grande in quanto non riusciva ad analizzarla e che sembrava riguardare un pericolo che si faceva sempre più vicino. Non era la morte ma qualcosa di inaudito e orrendo, qualcosa che non si può esprimere.[…] Le onde erano scure e violette, quasi nere, e si aggrappavano al fango rosso e cedevole della terraferma come mani avide e rozze. Non potei fare a meno di pensare che un’orribile entità marina avesse dichiarato guerra alla terra, aiutata magari dal cielo iracondo.6

Note

  1. H.P. Lovecraft, “L’orrore soprannaturale in letteratura” in Stephen Jones e Dave Carson, a cura di, “L’orrore secondo Lovecraft”, Oscar Mondadori, pag. 7
  2. Idem, pag. 10
  3. cfr. Ernst H. Gombrich, “Aby Warburg. Una biografia intellettuale”, Feltrinelli, 1983,pp.190-197 Analizza l’affinità interpretativa che sia Warburg che Lovecraft hanno verso il “terrore cosmico”.
  4. Ibidem, pag. 9
  5. E’ bene precisare che il racconto non è stato scritto solo da Lovecraft ma con la collaborazione di Winifred V. Jackson
  6. “La visione del caos” in “HP Lovecraft. Tutti i racconti.1897-1922”, op. cit., pag. 379-380

Le altre parti pubblicate

  1. Leggi la prima parte.
  2. Leggi la seconda parte.
  3. Leggi la terza parte.
  4. Leggi la quarta parte.
  5. Leggi la quinta parte.
  6. Leggi la sesta parte.
Informazioni su Sandro D. Fossemò 30 Articoli
Sandro D. Fossemò vive in Abruzzo, in un paese della provincia di Teramo. Ha un diploma in elettronica e gestisce una cartolibreria aziendale per professionisti. Ha pubblicato, in età giovanile, due brevi antologie di racconti (Uomo Moderno, La Maledizione di Prometeo) dedicate alla fantascienza e al terrore, presso l'editore Solfanelli. Ha scritto racconti, saggi e poesie gotiche su magazine inglesi e americani legati alla letteratura fantastica. In Italia ha contribuito in molte riviste come “Enigmi”, “DimensioneCosmica”, “PUNTOZERO”, “Hera” e anche la prestigiosa “Mystero”, del regista e scrittore Luigi Cozzi. I suoi scrittori preferiti sono: Franz Kafka, Edgar Allan Poe e Philip K. Dick. Le sue poesie gotiche hanno recentemente ricevuto apprezzamenti sia in Italia che all'estero. Si occupa anche di arte digitale dove è stato autore di elaborazioni dedicate ai racconti di Poe e di copertine per riviste di fantascienza.

2 Commenti

  1. Articoli molto interessanti.
    Secondo Lei esiste una vera e propria filosofia della paura?
    Vorrei preparare, molto in là nel tempo,
    la mia tesi di laurea in filosofia proprio su questo … la paura, l’orror, l’attesa, il brivido …
    Grazie
    Daniela

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