Il barile di Amontillado – Commento

In Saggi e recensioni su Edgar Allan Poe

Certo che Poe ne ha murati di cadaveri!

Non vorrei conteggiarli, anche perché in questa occasione vale un’attenuante generica: quella dell’ossessione per il vino.

Il nostro autore, lo sappiamo, ha frequentato le peggiori bettole e quest’insana abitudine gli è valsa una gloria troppo postuma.

In questo racconto, ubriachi, ci si aggira nelle catacombe per cercare di apprezzare, su tutti, un barile di Amontillado. L’ambiente è quello delle migliori occasioni. Non manca nulla, per creare la giusta atmosfera: ragnatele, salnitro, umidità e – da un certo punto in avanti – cumuli di ossa.

Tutto congiura per un delitto da seppellire nel suo habitat naturale. Così il corpo viene nascosto dietro a un muro, presidiato da tibie e resti umani. Unica risposta: il tintinnio dei campanelli. E una preghiera: “In pace requiescat! ”

Pubblicato venerdì, 9 Settembre 2011, 08:55

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