La città nel mare

La poesia di Poe che oggi tutti conosciamo come “La città nel mare” ha cambiato titolo ben tre volte. Il titolo iniziale apparso nel 1831 – manoscritto non sopravvissuto (era prassi comune distruggere i manoscritti durante o dopo la composizione) – fu “The Doomed City”, ossia “La città condannata”.

Con questo titolo la poesia apparve nella terza silloge poetica pubblicata da Poe, Poems, appunto nel 1831, dedicata ai cadetti di West Point.

Quando Poe preparò il componimento per il «Southern Literary Messenger», che la pubblicò nell’agosto 1836, ne cambiò il titolo in “The City of Sin”, “La città del peccato”.

Il terzo titolo, “The City in the Sea”, che riportava anche il sottotitolo, mai apparso prima, A PROPHECY. – “La città nel mare” – comparve per la pubblicazione sull’«American Review» nell’aprile 1845. Da allora ha mantenuto questo titolo anche nelle numerose ristampe.

All’epoca i poeti amavano le leggende sulle rovine delle città sommerse nel Mar Morto, tema che Poe utilizzò anche in “Al Aaraaf” del 1829.

Poesie. Seguite dalle versioni ritmiche da Edgar PoeLa traduzione italiana, a opera di Ernesto Ragazzoni (Orta San Giulio, Novara 1870 – Torino 1929) , apparve nel 1927 nel volume Poesie. Seguite dalle versioni ritmiche da Edgar Poe, per l’editore Chiantore di Torino. Il libro, prima edizione di una raccolta di 30 poesie di Ragazzoni, includeva in appendice 13 traduzioni di poesie di Edgar Allan Poe.

La città nel mare

Ecco, la morte s’è rizzato un trono
lungi in una città strana e silente
in fondo al remotissimo occidente,
ove il povero, il ricco, il tristo, il buono,
dormono il loro sonno eternamente.

Ivi palagi ed are e torri e mura
(mura che il tempo ha rose, ma non spezza)
sono di mai veduta architettura
e intorno, oblïate dalla brezza,
sotto il ciel, rassegnate a la tristezza,
l’acque stagnano in livida pianura.

Raggio di sole mai scende su quella
città che eterna nella notte langue.
Ma un bagliore dal mar, rosso di sangue,
sale tacito ad ogni torricella,
splende sui dômi aerei, lontani,
sugli obelischi serra le spirali,
delle moli sugli archi trionfali
serra le reggie sugli spalti immani,
serra i pergoli d’edere scolpite
e di marmorei fiori, i penetrali
da gran tempo oblïati, serra l’are
ove sono conteste in foggie rare
la viola, la mammola e la vite.
Sotto il ciel rassegnato stagna il mare
le malinconiche acque intorpidite,
e sì bene si fonde questa varia
compagine di torri al suo riflesso,
che il paësaggio par sospeso in aria.
E intanto, gigantesca, dall’accesso
ultimo della terra giù gagliarda
veglia la Morte, e intensamente guarda.

Templi aperti a fior d’acqua e schiusi avelli
si discoprono sotto al poco lume
che vien dal mare, ma non i gioiëlli
che scintillan negli occhi d’ogni nume
ne’ templi, o i morti rifulgenti d’oro
entro le tombe in bei paludamenti,
tentan l’acque ad uscir dagli alvi loro.
Ohimè! Non i più lievi increspamenti
su quella solitudine di vetro;
non ondata ricorda che una brezza
forse spira su mare meno tetro;
non un murmure narra che carezza
d’aure sia corsa mai su oceano meno
terribilmente immobile e sereno.

Ma un brivido per l’aria ecco trascorre
ed un’onda s’increspa finalmente
come se, profondandosi, ogni torre
di poco dentro l’aure sonnolente
le avesse intorno ridestate e mosse,
ed ogni lor pinnacolo si fosse
ritratto dentro il ciel, lasciando un vano.
L’onde, come giammai, brillano rosse,
l’ore han suono più fievole e lontano,
ed allor che tra un pianto non più umano
e fra non più terrene implorazïoni
sarà tutta affondata la città,
l’inferno, in piedi, da’ suoi mille troni,
con un inchino la riverirà.

Fonti

  • Edgar Allan Poe — “The City in the Sea”, Edgar Allan Poe Society of Baltimore
  • Edgar Allan Poe — “Al Aaraaf”, Edgar Allan Poe Society of Baltimore
  • Ernesto Ragazzoni, Poesie. Seguite dalle versioni ritmiche da Edgar Poe, Giovanni Chiantore, 1927
Daniele Imperi 730 Articoli
Correggo bozze di manoscritti, revisiono racconti e scrivo testi per il web. Sul mio blog «Penna blu» parlo di scrittura, editoria e lettura; sull’aerosito di F.T. Marinetti, di cui ho curato un aeropoema (Diana edizioni, 2023) e un romanzo (Diana edizioni, 2026) inediti, parlo di Futurismo e della vita e delle opere del poeta combattente.

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