La vera storia di Edgar Allan Poe

Una biografia italiana scritta da Teresa Campi

Non sono molte le biografie di Poe.La più antica e conosciuta è quella a opera di Arthur Hobson Quinn (1875-1960), Edgar Allan Poe: a critical biography, pubblicata nel 1941 da D. Appleton & Company.

A questa segue quella dello scrittore argentino Julio Cortázar (1914-1984), Vita di Edgar Allan Poe (Vida de Edgar Allan Poe), pubblicata nel 1956, ma tradotta in italiano soltanto nel 2004.

Una terza biografia è del francese Jacques Cabau (1931-1989), E.A. Poe (Edgar Poe par lui-même), uscita nel 1960 e tradotta in italiano l’anno successivo.

Anche dall’Austria giunge una biografia di Poe, del romanziere e saggista Peter Rosei (1946-vivente), Chi era Edgar Allan Poe? (Wer war Edgar Allan?) del 1977, ma tradotto in italiano nel 1980.

Un primo contributo italiano proviene da Barbara Lanati, che cura il libro Edgar Allan Poe – Vita attraverso le lettere, pubblicato nel 1992, che comprende una selezione delle lettere di Poe dal 1826 al 1849.

La prima biografia italiana di Edgar Allan Poe

La vera storia di Edgar Allan PoeDobbiamo attendere il 2020 per avere una prima biografia italiana di Poe: La vera storia di Edgar Allan Poe, scritta da Teresa Campi, insegnante, giornalista e traduttrice, e autrice di diversi libri e traduzioni.

Brevi biografie di Poe sono apparse come articoli nel corso dei decenni su varie pubblicazioni, ma una biografia completa, un libro biografico, esce soltanto ora.

La vera storia di Edgar Allan Poe è la biografia pubblicata dalla casa editrice Odoya e in 43 capitoli e oltre 350 pagine ci racconta la vita travagliata di Poe, i suoi sogni e le sue speranze, i suoi amici e i suoi amori e il continuo desiderio di lavorare in proprio.

La vera storia di Edgar Allan Poe è la storia di un genio incompreso nell’epoca in cui è nato, forse troppo avanti per le menti del tempo, forse troppo diverso, ma anche troppo sognatore.

Copertina del libro

Copertina della biografia di Poe

Estratto del libro

Capitolo 1

La camera della morte rossa

«Ma questa è la vita che ho creato!»

Si volse a guardare la sua beneamata: era morta.

– E.A. Poe, Il ritratto ovale

Non potei che amare la Morte là dove

al respiro della Bellezza si confonde.

– E.A. Poe, Romance

In una casa senza nome o in una misera taverna di attori girovaghi nei pressi di Broad Street, a Richmond, in Virginia, c’era una cameretta. Un bambino di circa tre anni, Edgar Poe, e la sorella Rosalie, di un anno appena, giocano, piangono e ridono attorno al letto della madre morente. A tratti si avvicinano, inconsapevoli. Le baciano il volto illuminato dalle candele. È macchiato dal sangue della tubercolosi. Guardano da una finestra. Sorvegliano l’uscio: forse qualcuno arriverà oggi a portare frutta e pane. Ora è buio. Si addormentano ai piedi del capezzale.

Fuori piove. Il fiume James sta straripando. Le miniere di carbone lungo le sue rive sbuffano nel cielo plumbeo. Rosalie si sveglia e piange, Edgar non ha il tempo di farlo. È molto stanco. La scena si ripete per giorni e mesi. La mamma tossisce e non può andare a teatro a lavorare. Non è più Ofelia, né Ariel, né Cordelia, né Giulietta o Desdemona. La stella di una notte luminosa, un elfo ballerino e canterino, un’attricetta tutta pepe, minuta, occhi immensi, ha ora le spalle troppo piccole per qualsiasi peso, compresa l’ansia di lasciare i suoi due figli. Eppure si era trascinata sulle scene instancabilmente per nutrirli; li aveva messi sotto le sue ali effimere durante le messe in scena in ben quarantatré ruoli diversi in decine e decine di rappresentazioni, per un totale di duecento repliche, fino al suo ventiquattresimo e ultimo anno di vita.

I bambini però non possono sapere né avvertire niente se non oscure fitte di origine ignota nel mondo indistinto fra fantasia e miracoli, dove il dolore non può che essere stupore. Nella mente si formano immagini indelebili. Il volto della mamma è pallido. Ha messo la biacca sul viso? La mette sempre quando interpreta Angela del Castello degli spettri, sì, forse fra poco si alzerà dal letto e andrà a teatro a pochi passi dalla cameretta. Ha i capelli unti perché così li portano il principe di Galles o il duca di York. A Edgar piacciono tanto i costumi di Palmira o di Valeria e la mamma non fa che rappezzarli. Com’è bella quando indossa la tunica di Sigismonda di Tancredi, peccato che poi muore.

La cameretta rossa è la quinta di un teatro? I bambini sono lì a terra che ruzzolano fra i costumi di scena, sempre meglio che coricati nella culla di paglia, coccolati a gocce di alcol dai teatranti amici della mamma, là, dietro le quinte. È l’unico modo per tenerli buoni prima che si alzi di nuovo il sipario o subito dopo, fra gli applausi di un pubblico sguaiato. Ora però una cosa è certa: Elizabeth Arnold dorme ancora mentre si fa strada un rivolo di sangue dal labbro inferiore. Edgar chiama sua madre. Le tira su la coperta.

Indice del libro

  • 1. La camera della morte rossa
  • 2. Le grandi speranze e il primo terrore
  • 3. Bagliori di fuoco a teatro
  • 4. Lo scenario bianco della doppia identità
  • 5. Il grigiore di Londra
  • 6. Il colore nero dell’ambiguità
  • 7. L’inquieta notte del primo amore
  • 8. Egli ha un padre, eppure è senza padre
  • 9. Iscrizione all’Università del vizio
  • 10. Boston, speranze di gloria
  • 11. In cerca di nuove adozioni
  • 12. L’Accademia Militare di West Point
  • 13. Il fuoco della letteratura e le peripezie di sopravvivenza
  • 14. Il graffiante debutto di un diseredato
  • 15. Le tombe violate di Beatrice e Morella
  • 16. Tutto ciò che ho amato, l’ho amato da solo
  • 17. La penna al vetriolo di un pioniere
  • 18. Gli abissi di Arthur Gordon Pym
  • 19. Nome, pseudonimo e doppio
  • 20. Ligeia: l’anima della bellezza
  • 21. Racconti del grottesco e dell’arabesco
  • 22. I segreti che non si lasciano rivelare
  • 23. Il genio sogna un posto alla dogana
  • 24. La mente perfetta di Auguste Dupin
  • 25. Le dita della morte sul petto della fanciulla
  • 26. La stellata speranza
  • 27. Il mondo non è che un crittogramma
  • 28. Bizzarrie della perversità
  • 29. Giri esorbitanti di bare e mongolfiere
  • 30. Le angosce e la fretta del non morente
  • 31. Nevermore: il lungo addio
  • 32. Lampi di gloria, d’amore e d’alcol
  • 33. Il genio della modernità: chiaroveggenza e autodistruzione
  • 34. Amicizie amorose, malignità e vendette
  • 35. L’ultimo canto. La notte delle notti
  • 36. La mappatura del destino
  • 37. Il cuore è un liuto sospeso
  • 38. L’amore incompiuto con Marie Louise Shew
  • 39. Dolce amica, cara amica
  • 40. Laggiù in fondo al sogno estremo
  • 41. Promesse sfumate e matrimoni mancati
  • 42. Il guardiano del faro
  • 43. Ecce homo
  • Memorie
  • Note bibliografiche

Estremi del libro

  • La vera storia di Edgar Allan Poe, di Teresa Campi
  • Editore: Odoya
  • Collana: Odoya Library
  • Pubblicazione: 18 giugno 2020
  • 368 pagine
  • 24 euro
  • Sito dell’editore: odoya.it
Informazioni su Daniele Imperi 563 Articoli
Sono un blogger e un appassionato di libri e letteratura. Edgar Allan Poe è stato il primo autore che ho amato e da allora ho iniziato a leggere la sua opera omnia. Il sito che ho creato nel 2007 è un omaggio a questo indimenticabile autore.

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