Il canone delle opere di Poe

Stabilire il corpus completo degli scritti di Poe

Che cosa scrisse Edgar Allan Poe? Ai suoi tempi era conosciuto come un poeta e un critico letterario. Ma delle sue tante poesie si ricorda sempre “Il corvo” – che ebbe un enorme successo – e le sue recensioni sono state dimenticate.

Delle decine di racconti scritti Poe è ricordato come un Maestro del terrore, eppure ha scritto racconti di fantascienza e perfino umoristici. Del resto del corpus letterario di Poe il pubblico non conosce nulla o quasi.

Eppure Poe ha spaziato in moltissimi campi. Ha scritto perfino un articolo sulla pavimentazione stradale, un saggio sulla cosmogonia dell’Universo (Eureka, 1848) e la prefazione e l’introduzione a un libro sullo studio delle conchiglie.

Determinare il canone assoluto delle opere di Poe

Libro sulle opere di PoeÈ difficile, oggi, riuscire a costituire il canone assoluto degli scritti di Poe, tanto che si parla di “diversi livelli di certezza decrescente” sull’attribuzione di un’opera a Poe.

La maggior parte delle sue poesie è identificabile dalle stesse raccolte pubblicate da Poe, ma moltissimi suoi scritti furono pubblicati su giornali e riviste, molti ormai rari o perfino introvabili.

Altri scritti furono pubblicati da Poe anonimi, specialmente il materiale editoriale. Perfino la sua più famosa poesia, “Il corvo”, fu firmata con lo pseudonimo “Quarrels”. Capitò anche che alcuni testi fossero firmati con le sigle “E. A. P.”, “E.P.” o “P.” e quegli scritti furono erroneamente attributi a Poe. Non era l’unico autore a firmarsi con quelle iniziali, che per esempio usava anche Emily Percival.

Gli studiosi di Poe sostengono che probabilmente non si potrà mai completare un lavoro del genere. Il Dr. Burton R. Pollin ha decretato che molte delle opere di Henry Beck Hirst, un amico di Poe, potrebbero essere effettivamente di Poe. Ma passeranno molti anni e infinite discussioni prima che questi scritti possano entrare nel canone.

I livelli di attribuzione delle opere di Poe

Per semplificare il lavoro le opere di Poe sono state suddivise in categorie:

  • Opere di narrativa
    • Poesie
    • Racconti
  • Opere di saggistica
    • Saggi e schizzi
    • Critica letteraria
    • Miscellanea

Per ogni categoria sono stati stabiliti 3 livelli di attribuzione:

  1. Opere accettate
  2. Frammenti, testi secondari e opere perdute
  3. Opere apocrife, dubbie e respinte

Opere di Poe assolutamente certe

Sono opere su cui Poe ha avuto un controllo diretto o pubblicate dietro sua autorizzazione o riconosciute da Poe in stampa o in manoscritto.

In questa sezione sono comprese le opere:

  • Eureka (1848)
  • Tutte le poesie pubblicate da Poe nelle 4 raccolte (1827, 1829, 1831 e 1845)
  • Le 3 raccolte di racconti pubblicate da Poe (1840, 1843 e 1845) e autorizzate da Poe durante la sua vita
  • Il romanzo Le avventure di Arthur Gordon Pym (The Narrative of Arthur Gordon Pym, 1838)

A queste si aggiunge il materiale stesso in possesso di Poe o raccolto in autorevoli volumi, come le edizioni di Griswold (1850-1856) o Ingram (1874-1875).

Opere attribuite a Poe e accettate

Queste opere si dividono in 3 gruppi:

  1. Opere attribuite a Poe da contemporanei affidabili entro la fine del 1850
  2. Opere attribuite a Poe da contemporanei o studiosi affidabili dopo il 1850
  3. Opere attribuite a Poe da studiosi, in genere per motivi stilistici o indizi interni (per esempio da Killis Campbell, Thomas Ollive Mabbott e William Doyle Hull)

L’affidabilità dell’attribuzione diminuisce con il passare degli anni dalla morte di Poe, poiché il tempo ha sbiadito molti ricordi.

Opere di Poe dubbie e contestate

Si tratta di opere attribuite a Poe solo da pochi studiosi rispettabili, o senza spiegazione, e opere attribuite a Poe da uno o più studiosi, e in genere contestate, su prove stilistiche o indizi interni.

Opere di Poe rifiutate

Sono scritti rifiutati, ma non necessariamente attribuiti ad altri autori.

Bufale e falsi

Sappiamo che Poe ha scritto delle bufale, cioè delle false notizie, come appunto “La beffa del pallone” (The Balloon-Hoax, 13 aprile 1844). Ma una bufala del genere è riconoscibile sia per il contesto satirico sia perché rivelata dallo stesso autore in un momento successivo.

Sono circolati anche dei falsi, come poesie scritte sul risguardo di un libro, specialmente se il libro non ha alcun collegamento con Poe. Poe, per esempio, non andò in giro a scrivere poesie in Inni episcopali del 1848.

Gli scritti falsi sono stati considerati tali dalla maggior parte degli studiosi e biografi autorevoli o da professionisti qualificati.

Fonti

  • The Poe Log, “Edgar Allan Poe: Conchologist?” di Chris Semtner, 4 luglio 2018
  • “The Canon of Poe’s Works”
  • “Establishing the Poe Canon”
Daniele Imperi 730 Articoli
Correggo bozze di manoscritti, revisiono racconti e scrivo testi per il web. Sul mio blog «Penna blu» parlo di scrittura, editoria e lettura; sull’aerosito di F.T. Marinetti, di cui ho curato un aeropoema (Diana edizioni, 2023) e un romanzo (Diana edizioni, 2026) inediti, parlo di Futurismo e della vita e delle opere del poeta combattente.

2 Commenti

  1. Buongiorno Daniele,
    mesi fa avevo letto l’altro articolo del blog, relativo al libro di conchiglie, e la settimana scorsa ho scoperto che anche Calvino ne era affascinato. Anzi, Calvino vi trovava pace, senso e armonia. Chissà se il nostro amato Eddy ci ha meditato sopra indagando i misteri dell’universo, o si è solo limitato a sistemare il libro per la nuova edizione!?

    https://www.ilgiornaledellarte.com/Articolo/Perche-Italo-Calvino-disegnava-conchiglie

    Complimenti come sempre per il tuo splendido blog.

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