Note disarticolate sui gatti

Questo breve scritto di Poe apparve sul «Philadelphia Public Ledger» il 19 luglio 1844, ma senza firma. Fu attribuito a Poe da Eli Bowen.

Note disarticolate sui gatti

I gatti furono inventati per la prima volta nel giardino dell’Eden. Secondo i Rabbini, Eva ebbe un gatto da compagnia, chiamato Pusey, e da quella circostanza nacque una setta di adoratori dei gatti tra le nazioni Orientali, chiamata Puseyites1, una setta della quale si dice sia ancora esistente da qualche parte. Quando i ratti iniziarono a diventare un fastidio, Adamo diede a una prima coppia di gatti sei lezioni sull’arte della loro cattura; e da allora è stata tramandata questa conoscenza. I Greci pronunciano gatto con una k2, e i Francesi mettono in essa un’h; l’erudito Inglese puro non si curerà di una tale ignoranza, piuttosto manterrà la corretta ortografia. Ai tempi di Chaucer, cataratta veniva pronunciata cateretta; ma quale sia l’analogia tra un gatto che si alza nel mondo e dell’acqua che gli cade addosso, è difficile da dire.

L’introduzione del termine gatto in cat-aplasma, cat-egoria, & co., non è autorizzata; è stata fatta senza la consapevolezza o il consenso delle parti, e non ha alcun significato. Erba Gatta, al contrario, ha un significato; ha lo stesso rapporto che ha l’economia animale del gatto rispetto a quella che ha la caramella al marrubio di Pease3 con quella dell’economia animale dell’uomo. Si racconta che un gentiluomo, in difficoltà alla ricerca della conoscenza, desiderasse sapere quale fosse la ragione per cui i gatti, che dentro di loro possiedono una così divina melodia, rendessero la propria musica così straziante? La risposta a ciò, forse, è semplice. I gatti sono modesti. Essi non si vantano di alcun talento. Non avrai mai sentito parlare di un gatto colto. Maiali istruiti, orsi e cani, che ti sanno dire che ora del giorno sia e quanti spettatori siano presenti (che tra virgolette è pure facile da dire, per la pena dello showman), sono comuni. Ma chi ha mai sentito parlare di un gatto colto? Un gatto fa finta di non conoscere, anche quello al pianoforte che canta. Se lo uccidi, potresti preparare un’essenza fisica, per così dire, che, se stiracchiata e rinfoderata, potrebbe avere un effetto divino. È probabilmente lo spirito passato e affinato a una sola corda, e che produce una semplice melodia, mentre, nell’originale, le corde erano intrecciate e confuse, in modo che essi producessero necessariamente dei suoni discordanti4; per non parlare del loro essere volgarmente vivi, e in uno stato selvaggio della natura.

Questa spiegazione sembra chiara. Un giovane gatto o gattino è grazioso; la sua occupazione principale è quella di inseguirsi la coda, ma la sua coda non rimarrà inseguita. I bambini molto piccoli adorano i gatti molto piccoli. Ma quando i bambini, se ragazzi, crescono, e apprendono a scuola le arti umanistiche, tutto quello che c’è da sapere su Draco, Alessandro e Cesare, cambieranno la propria opinione verso i gatti e li uccideranno ogni volta che lo sport li spingerà a farlo. Tra i detti ce n’è uno che dice che la persecuzione fa prosperare quel che cerca di sottomettere. C’è un piccolo errore in ciò. Nel caso dei ratti, che i gatti perseguitano, la persecuzione ne assottiglia sempre il numero. È solo quando la persecuzione viene fatta a metà, o quando è mascherata da opera pia, che fa quello che dice il detto. Non solo nel caso di ratti, ma anche degli Indiani, ciò dimostra come il detto sia falso. Gli Indiani sono stati perseguitati con il fuoco, il whisky e le spade e sono stati quasi sterminati. È solamente quando la gatta è innamorata che si rende ridicola. È dunque qui che, dimenticando tutte le altre considerazioni nella pienezza del proprio cuore, che il gatto recita, inconsapevolmente, il ruolo del trovatore. (Applichiamo il genere e il pronome femminile ai gatti, perché tutti i gatti sono delle lei, allo stesso modo per cui tutte le cagne e le asine vengono denominate lui, una peculiare bellezza della lingua inglese). Il gatto che fa le serenate fa il rumore di un neonato con una colica, con il quale spesso viene confuso. I gatti di entrambi i sessi sfoggiano dei baffi e dei mustacchi; se la vera gatta cambierà mai la moda, per quanto questa si attenga a esse, dopo aver prevalso per così tanto tempo, è incerto. Una delle più brillanti pagine negli Annali Inglesi è la storia di Whittington e del suo Gatto5. Noi conosciamo un ragazzo, che ha un gatto, e che dice che intende in seguito divenire il Sindaco di Philadelphia. Non c’è da fare la minima obiezione su ciò.

Note

1 Seguaci di Edward Bouverie Pusey, regio professore di Ebraico a Oxford.

2 In Greco antico gatto si scrive katos, in Francese chat.

3 Si riferisce a un estratto di marrubio preparato da John Pease.

4 In italiano non rende la battuta di Poe. Si tratta della parola “catgut”, ossia un filo chirurgico fatto con tessuti animali. Negli USA si scherzava col fatto che le corde di violino fossero realizzate con il “catgut”.

5 Richard Whittington (1354-1423) era una amico di Enrico V. Fu sindaco di Londra per tre volte. Secondo una Whittington arrivò a Londra da ragazzo povero e trovò impiego nella cucina di un ricco. I membri della famiglia avevano l’opportunità di vendere oggetti in una nave mercantile e Whittington aveva solo un gatto. La nave giunse al porto di Barbary, dove i gatti erano molto richiesti, e il gatto di Whittington ottenne un prezzo alto. Nel frattempo Whittington, trattato male dal cuoco, decise di tornanrsene a casa, quando sentì le “Bow Bells”, le campane di St Mary-le-Bow. Gli sembravano dirgli “Turn again, Richard, Lord Mayor of London!”. Whittington, ottenuta una grossa somma di denaro dalla vendita del suo gatto, prosperò nel commercio, sposò un’ereditiera e divenne sindaco di Londra.

Traduzione di Francesco.

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