I delitti di West Point di Louis Bayard

Il romanzo che ha ispirato il film “The Pale Blue Eye”

16 anni dopo la pubblicazione del romanzo The Pale Blue Eye di Louis Bayard, nel 2022 è uscito il film omonimo tratto dall’opera.

Per l’occasione la casa editrice La nave di Teseo – che qui ringraziamo per aver gentilmente fornito il materiale per questo articolo – ha da poco pubblicato la versione italiana, intitolata I delitti di West Point.

Un titolo adeguato per il romanzo, poiché una traduzione letterale (L’occhio celeste) non avrebbe saputo comunicare pressoché nulla ai lettori sulle vicende narrate.

Di cosa parla il romanzo “I delitti di West Point”?

I delitti di West Point di Louis BayardUn omicidio all’Accademia militare di West Point. Un esperto detective, Gus Landor, chiamato a investigare. Altri omicidi inspiegabili. E poi un cadetto, il giovane Edgar Allan Poe, che aiuta Landor a svelare i misteri di West Point.

Poliziesco e romanzo storico si fondono in quest’opera di Bayard, a cui si aggiunge un piccolo ingrediente biografico: sono reali sia il cadetto Poe – che frequentò l’Accademia nel 1830 – sia il colonnello che chiama Landor, Sylvanus Thayer – che venne conosciuto come “Il Padre di West Point” – sia il comandante in seconda Ethan Allen Hitchcock.

I delitti di West Point è a metà fra un romanzo epistolare e un romanzo corale: anche se la storia è quasi interamente narrata da Gus Landor, che funge da io narrante, le sue “versioni” sono alternate ai rapporti di Edgar A. Poe al detective, a cui si aggiunge un breve scambio di missive fra i due e una lettera a un altro personaggio.

I richiami alle opere di Poe

“Un giorno scriverò una poesia per lei, Landor. Qualcosa che la renderà immortale.”

Sono le parole del cadetto Poe ne I delitti di West Point, al capitolo “La versione di Gus Landor – 27, 6 dicembre” (p. 327).

Il futuro poeta non scriverà alcuna poesia dedicata a un inesistente Gus Landor, ma scriverà una sorta di racconto – viene classificato come sketch – intitolato “Landor’s Cottage” (Il villino di Landor) – collegato al racconto “Il dominio di Arnheim” – che pubblicò su «Flag of Our Union» il 9 giugno 1849, quattro mesi prima di morire misteriosamente.

In “Landor’s Cottage” si parla di un certo Mr. Landor, ma non se ne menziona il nome.

Tuttavia, il richiamo più importante nel romanzo è la frase presa in prestito da Bayard per il titolo, che troviamo nel famoso racconto “The Tell-Tale Heart” (Il cuore rivelatore), che Poe pubblicò sul «Pioneer» nel gennaio 1843:

“One of his eyes resembled that of a vulture — a pale blue eye, with a film over it,”

“Uno dei suoi occhi assomigliava a quello d’un avvoltoio – un occhio blu pallido, con sopra una macchia”, nella traduzione di Rodolfo Arbib del 1902 (Nuovi racconti straordinari, Sonzogno, Milano).

In realtà con pale blue eyes si intendono più precisamente gli occhi color azzurro chiaro.

Nel romanzo Landor la menziona parlando con Poe, ma riferendosi a una poesia che il cadetto aveva iniziato a creare.

Poe a West Point

Poe iniziò la sua avventura all’Accademia di West Point a fine giugno 1830, quando sostenne l’esame di ammissione, e l’addestramento a luglio e agosto. Dal mese di settembre iniziò gli studi accademici.

Il romanzo I delitti di West Point è ambientato a partire dall’ottobre 1830, arrivando fino all’aprile 1831. Nel romanzo si parla della taverna di Benny Haven e infatti ci sono testimonianze sulle scorribande notturne dei cadetti al locale Benny’s per bere alcol.

Tuttavia la vita militare di Poe dagli inizi fino al gennaio 1831 è stata impeccabile, senza incidenti o problemi disciplinari. Dunque Bayard ha scelto bene il periodo in cui ambientare il suo romanzo.

Estratto de “I delitti di West Point”

Ultime volontà di Gus Landor

19 aprile 1831

Tra due o tre ore… be’, è difficile a dirsi… in tre ore sicuramente, o proprio al massimo, quattro ore… entro quattro ore, diciamo, sarò morto.

Lo dico per mettere le cose in una certa prospettiva. Le mie dita, per esempio, stanno diventando interessanti. Anche la lamella più bassa delle veneziane, un po’ storta. E fuori dalla finestra, un germoglio di glicine, che si è staccato dallo stelo principale e si dimena come un impiccato. Non l’avevo mai notato prima. C’è anche un’altra cosa: in questo momento, il passato arriva con tutta la forza del presente. Tutte le persone che mi hanno popolato, non sono forse qui in giro? Come fanno a non sbattere le teste tra loro, mi domando? C’è un consigliere comunale di Hudson Park vicino al focolare; accanto a lui, mia moglie, in grembiule, che versa cenere nel bidone, e chi c’è lì a guardarla se non il mio vecchio terranova? In fondo al corridoio: mia madre, che non ha mai messo piede in questa casa, è morta prima che compissi i dodici anni, sta stirando il mio abito della domenica.

Una curiosità sui miei visitatori: nessuno di loro rivolge agli altri una parola. È in atto un’etichetta molto rigida, non riesco a individuarne le regole.

Non tutti, devo ammettere, si preoccupano delle regole. Nell’ultima ora, il mio orecchio è stato stritolato – quasi strappato – da un uomo di nome Claudius Foot. L’ho arrestato quindici anni fa perché aveva rapinato l’ufficio postale di Rochester. Una grande ingiustizia: aveva tre testimoni che giuravano che in quel momento stava derubando l’ufficio postale di Baltimora. Era andato su tutte le furie per questa storia, aveva lasciato la città su cauzione, era tornato sei mesi dopo, pazzo di colera, e si era gettato sotto una di quelle auto nere da noleggio. Ha continuato a parlare fino a un passo dalla morte. Parla anche adesso.

Oh, posso assicurarvi che c’è una folla. A seconda del mio umore, a seconda dell’angolazione con cui il sole entra dalla finestra del salotto, riesco o meno a occuparmene. Ammetto che ci sono volte in cui vorrei avere più scambi con i vivi, ma ultimamente è diventato più difficile trovarne. Patsy non si fa più vedere… il professor Pawpaw è via a misurare teste all’Avana… e quanto a lui, be’, cosa c’è qui che potrebbe farlo tornare? Posso solo evocarlo nella mia mente, e nell’attimo in cui lo faccio, tutte le nostre vecchie conversazioni si ripetono. Quella sera, per esempio, la passammo a discutere dell’anima. Non ero convinto di averne una; lui sì. Sarebbe stato divertente sentirlo parlare se non fosse stato così terribilmente serio. Ma d’altronde, nessuno mi aveva mai pungolato così tanto sull’argomento, nemmeno mio padre (presbiteriano itinerante, troppo occupato con le anime del suo gregge per fare proselitismo con me). Continuavo a ripetere: “Bene, bene, potrebbe avere ragione.” Ma la cosa non faceva che infervorarlo. Mi diceva che stavo solo accantonando la questione, in attesa di una conferma empirica. E io gli chiedevo: “In assenza di tale conferma, cosa posso dire di più se non ‘Potrebbe avere ragione’?” Giravamo in tondo, finché un giorno disse: “Signor Landor, verrà il momento in cui la sua anima si volterà e la affronterà nel modo più empirico possibile, e sarà proprio quando la lascerà. Lei cercherà di afferrarla, ah, invano! In quel momento la vedrà, ali d’aquila che spuntano, diretta verso il suo nido in Asia.”

Estremi del libro

  • I delitti di West Point
  • Autore: Louis Bayard
  • La nave di Teseo
  • 6 gennaio 2023
  • Brossura
  • 496 pagine
  • 22 euro
Informazioni su Daniele Imperi 625 Articoli
Sono un blogger e un appassionato di libri e letteratura. Edgar Allan Poe è stato il primo autore che ho amato e da allora ho iniziato a leggere la sua opera omnia. Il sito che ho creato nel 2007 è un omaggio a questo indimenticabile autore.

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