“Vi mostrerò la paura” di Nikolaj Frobenius

Vi mostrerò la pauraIl protagonista Edgar Allan Poe appare come una pallida figura in questo romanzo dell’orrore altrimenti così dinamico.

Dopo il successo internazionale con Il valletto di De Sade (1996), è stata una scelta facile per Nikolaj Frobenius continuare nella stessa direzione, con avvincenti romanzi storici. Ma i suoi ultimi libri erano principalmente di letteratura contemporanea, come il controverso romanzo documento Teoria e pratica del 2004. Vi mostrerò la paura è costruito su un’idea brillante e è a tratti una succosa lettura. La trama è ambientata negli USA nel periodo 1811-1857. Il protagonista è lo scrittore americano Edgar Allan Poe, celebre per i suoi racconti macabri e le dure critiche letterarie.

La struttura del romanzo è documentaristica e Frobenius cita parecchi brani dalle poesie e dai racconti di Poe. Ha anche incluso il leggendario necrologio del New York Tribune, firmato dal critico e redattore Rufus Griswold. Si riferisce a uno dei più ignobili necrologi della storia, in cui Griswold descrive Poe come scaltro, geloso, cinico, irascibile e invidioso- solo per citarne qualcuno. Ma Frobenius strada facendo si prende grandi libertà, per fortuna. Tra l’altro racconta anche storie su quegli episodi noti di Poe nel suo letto di morte nel 1849, quando lo scrittore avrebbe urlato a una persona non identificata dal nome Reynolds. Frobenius prende questo nome e crea la figura scrupolosa di Samuel Reynolds. Questo inquietante “omuncolo” segue Poe come un’ombra oscura e scrive lettere d’ammirazione al suo grande modello. Queste sette lettere costituiscono le parti più grossolane in Vi mostrerò la paura. Qui Frobenius eccelle in inquietudine e orrore, tra l’altro vicino a rendere proprio la lingua scritta di Samuel Reynolds ingenua e brutale allo stesso tempo. Nelle lettere piene di errori di scrittura Samuel descrive come si sente chiamato a mettere in atto le idee geniali di Poe su tortura e omicidio.

Vi mostrerò la paura è un cosiddetto romanzo dell’orrore. Non tratta soltanto di Edgar Allan Poe, il libro è direttamente ispirato alla sua immagine angosciante. Le lettere sono buoni esempi su come Frobenius domina questo genere. La descrizione del protagonista è molto scialba. In molte di queste parti Frobenius riproduce una lingua parlata accettabile che ha Poe per presentarsi come un tipo medio e mite. Spesso i suoi stati d’animo sono pure affermazioni e in più parti si dice che Poe stia per diventare pazzo, senza che queste situazioni si rispecchino nell’uso della lingua parlata. Forse questo è un punto polemico; un tipo di protesta contro quell’immagine di Poe ispirata a Griswold come un disperato senza scrupoli e ubriaco. Ma in Vi mostrerò la paura il protagonista manca di dinamica fino agli ultimi capitoli, in cui Frobenius sperimenta un linguaggio scomposto e proprio di chi è affetto da allucinazioni.

E’ un fatto conosciuto che Edgar Allan Poe e Rufus Griswold facevano un cinico doppio gioco, in cui si attaccavano a vicenda e lodavano l’un l’altro. In Frobenius Griswold diventa un perfido critico ossessionato dal suo rivale pieno di talento. Poe è dal suo canto governato da vanità e opportunismo. Sì, tutto questo ambiente letterario in Vi mostrerò la paura è impregnato di corruzione, tattica e invidia. Su questo punto il libro può essere letto sia come uno spaccato storico che come un commento satirico dell’ambiente letterario in generale, specialmente insieme a Teoria e pratica.

Sebbene la situazione negli USA nel 1840 appaia del tutto folle paragonata al pubblico norvegese di 160 anni più tardi, ci sono caratteristiche generali di cui vale la pena discutere. Ciò riguarda per esempio la lotta per il potere in questo ambiente letterario e la questione su come gli scrittori perdano il controllo sulle proprie opere. “Credo che la letteratura possa essere un modo per purificarsi- più o meno come un bagno di fango” dice Poe in un’intervista. Ma fuori dalla realtà ci sono i lettori che non accettano l’estranietà delle novelle, ma le leggono come un invito a reali omicidi. In una scala del tutto diversa Frobenius presentò reazioni equivalenti in Teoria e pratica. La consueta abitudine dello scrittore a usare materiale privato, specialmente fotografie di famiglia, creò a molti lettori problemi comprensibili a leggere il libro come qualcosa di completamente inventato. Il particolare disagio di Frobenius con la “realizzazione” di Teoria e pratica traspare chiaramente nel romanzo di quest’anno, e gli conferisce una dimensione esistenziale più audace.

Traduzione dal norvegese dell’articolo Halvhjertet råskap di Ingunn Økland.

Caratteristiche del libro

  • Vi mostrerò la paura di Nikolaj Frobenius
  • Titolo originale: Jeg skal vise dere frykten
  • Ponte alle Grazie
  • 304 pagine
  • 2010

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