The lake __ to __ / Il lago

Il Lago

(di Edgar Allan Poe, traduzione e reinterpretazione di Enrico Brandoli, in rime baciate secondo lo schema della versione originale)

Ebbi in sorte in gioventù quand’ero un fuoco
di animar, di tutto il mondo immenso, un luogo
che non potevo certo amar di meno –
la solitudine era tanto amena
di un selvaggio lago, da nere rocce cinto,
con gli alti pin facenti torri intorno.

ma quando la notte pose il suo ner manto
sul luogo e ovunque tanto,
mentre mistico il vento andava
e melodia mormorava –
allor risvegliai sentore,
del lago solitario, di terrore

e quel terror non era paura,
ma tremor di piacevole natura
il cui senso a spiegar indurmi
non posson né i gioielli in doni
né l’amor che tanto tu mi poni

c’era la morte in quelle velenose acque,
e nel gorgo una tomba nacque
– per colui che da lì traea respiro
nel far da solo immagini e motivo –
e il cui solitario spirito, sicuro,
un Eden facea del lago oscuro

Versione originale

THE LAKE — TO ——.

In spring of youth it was my lot
To haunt of the wide earth a spot
The which I could not love the less —
So lovely was the loneliness
Of a wild lake, with black rock bound,
And the tall pines that towered around.

But when the Night had thrown her pall
Upon that spot, as upon all,
And the mystic wind went by
Murmuring in melody —
Then — ah then I would awake
To the terror of the lone lake.

Yet that terror was not fright,
But a tremulous delight —
A feeling not the jewelled mine
Could teach or bribe me to define —
Nor Love — although the Love were thine.

Death was in that poisonous wave,
And in its gulf a fitting grave
For him who thence could solace bring
To his lone imagining —
Whose solitary soul could make
An Eden of that dim lake.

Un commentoOn The lake __ to __ / Il lago

Lascia un commento:

La tua email non sarà pubblicata.

Mobile Sliding Menu