Soluzione all’enigma di Poe

L’altro giorno è stato pubblicato un crittogramma pubblicato da Edgar Allan Poe nella rivista Graham Magazine.

Oggi pubblichiamo la sua soluzione.

Un lettore- un certo Richard Bolton del Mississippi- scrisse a Poe la soluzione. Ma Poe non gli diede l’abbonamento gratuito. Mai credere a un genio. Invece, nell’ottobre 1841, quando Poe stampò la soluzione al messaggio cifrato, egli insistette che, sebbene “decifrato da loro”, esso “non è stato ancora letto da nessuno dei nostri innumerevoli lettori”.

Quando Bolton ricevette la sua copia della rivista di novembre, e la sua soluzione non era stata ancora menzionata, scrisse a Poe, furioso. “Dal momento che avete lanciato una sfida, che io ho raccolto, devo appellarmi a voi come uomo vero e non codardo per rendermi, in accordo coi termini della sfida, gli onori di un campo disputato e vinto degnamente”.

Poe, che non poteva sopportare il pensiero che qualcuno potesse risolvere l’enigma, cercò di convincersi che Bolton doveva aver imbrogliato, sebbene sapesse- sembra piuttosto impossibile il contrario- che Bolton non poteva averlo fatto.

“Avevo l’alternativa di negargli la richiesta ed apparire odioso oppure condividere con lui l’onore”, confidò Poe a un amico, “così scelsi quest’ultima e ho messo fine alla storia.” Nella pubblicazione di dicembre Poe riconobbe controvoglia la soluzione di Bolton.

Questa è la soluzione dell’enigma:

In one of those peripapetic circumrotations I obviated a rustic whom I subjected to catchetical interrogation respecting the nosocomical characteristics of the edifice to which I was approximate. With a volubility uncongealed by the frigorific powers of villatic bashfulness, he ejaculated a voluminous replication from the universal tenor of whose contents I deduce the subsequent amalgamation of heterogeneous facts. Without dubiety incipient pretension is apt to terminate in final vulgarity, as parturient mountains have been fabulated to produce muscupular abortions. The institution the subject of my remarks, has not been without cause the theme of the ephemeral columns of quotidian journalism, and enthusiastic encomiations in conversational intercourse.

Perché Poe amava questo enigma? Non perché difficile. Ha delle strane caratteristiche, spiegò Poe, incluso che “caratteri arbitrari erano fatti per significare intere parole”.

Nonostante Poe insistette che questo enigma fosse tutto tranne che indecifrabile- eccetto che per lui- è decisamente facile. No, Poe lo amava perché la soluzione era così esasperante, così inutile, così mostruosa.

Traduzione libera da Poe, Decoded.

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