“Sei stato tu” – recensione

Un racconto satirico sulla mentalità provinciale, ma anche un divertente giallo. Poe mescola in questa storia sia la satira che il giallo, temi che ha già trattato, spruzzando il tutto con un goccio di macabro.

Una città inventata, con un nome bizzarro, e protagonisti dai nomi altrettanto bizzarri. Non è la prima volta che Poe ci serve un racconto satirico in cui porta all’eccesso nomi e situazioni.

Lo stile non è quello che abbiamo trovato nei gialli di Dupin, sebbene anche questa storia sia narrata in prima persona, come la maggior parte di quelle scritte da Poe. Si nota, fra le righe, il tono satirico, che pone l’intera vicenda in uno stato di aspettativa.

Quella che sembrerebbe la fine del racconto, è invece soltanto il preludio a un orrore magistralmente celato e a una improvvisa e trionfante verità.

  • Titolo originale: “Thou Art The Man”
  • Prima pubblicazione: 10 novembre 1832 sul Saturday Courier

“Sei stato tu” come storia probabile

Come già scritto, si tratta di una satira, con elementi del giallo. Ogni situazione descritta, per quanto esasperata da nomi e comportamenti portati all’eccesso, tuttavia non presenta elementi al di fuori della realtà.

Forse un po’ troppo caricati e improbabili, ma pur sempre possibili.

3 commentiOn “Sei stato tu” – recensione

Lascia un commento:

La tua email non sarà pubblicata.

Mobile Sliding Menu