La tragica storia di Rosalie Poe, sorella di Edgar

La sua data di nascita viene posta il 20 dicembre 1810 a Norfolk, in Virginia, ma non c’è alcuna documentazione ufficiale che ne attesti la validità. Rosalie era l’ultima figlia di Elizabeth Arnold Poe e David Poe. Dopo la morte della madre – e l’abbandono del padre – tutti e tre i bambini furono separati e Rosalie fu affidata a William Mackenzie e sua moglie, a Richmond.

La signora Mackenzie propose di adottare Rosalie, se la signora Allan avesse fatto lo stesso con Edgar. Inizialmente John Allan s’era opposto, ma poi aveva accettato. Rosalie ebbe una buona educazione, grazie alle cure della madre adottiva e alla posizione sociale di quella famiglia.

A differenza dei fratelli divenne però apatica e debole nel corpo e nella mente. Aveva occhi grigio scuro, ma lo sguardo risultava vacuo. Aveva l’abitudine di sedersi per lungo tempo guardando nel vuoto e quando si riprendeva diceva di non star pensando a nulla, di essersi addormentata con gli occhi aperti.

Progredì negli studi fino all’età di 8 o 10 anni, brava sia in musica sia nella danza, ma poi non vi fu più alcun progresso e sembrò anzi provare disinteresse per qualsiasi attività fisica e mentale. Nonostante le assidue attenzioni dei suoi insegnanti restò a quel livello per il resto della vita, scrivendo ed esprimendosi sempre come una bambina. Si allontanò anche dalla musica e dalla danza, le risultava faticoso stare al pianoforte e sostenne di sentirsi “metà viva”.

Diceva spesso di aver voglia di vino, ma che non osava toccarlo per via dei conseguenti giramenti di testa. Un piccolo sorso le bastava per renderla confusa anche per ore, irritabile e in preda a depressione e malinconia.

In occasione della sua prima visita ai fratelli Poe la signora Mackenzie li aveva trovati magri e pallidi. La vecchia balia le disse che li alimentava con pane imbevuto nel gin e di aver loro somministrato anche altri liquori e laudano per farli crescere “forti e sani”. La balia, come aveva immaginato la signora Mackenzie, era la nonna dei bambini e sicuramente aveva agito per il loro bene, ma la donna pensò che fu quell’alcol a paralizzare le facoltà mentali e fisiche di Rosalie.

Affermava seriamente: “La mia convinzione è che Rosalie fu dotata di genio e intelletto non inferiori forse a quelli di Edgar, ma furono colpiti dal trattamento della balia. Su Rosalie l’effetto fu peggiore, perché l’alcol le fu dato fin dalla nascita.”

Rosalie, anche in età più adulta, apprezzava di più la compagnia dei giovani, che la divertivano con i loro modi di fare.

Rosalie e Edgar

Rosalie ammirava il talento e le opere del fratello Edgar (tra tutte preferiva le poesie “Il corvo” e “Le campane”), consapevole della propria inferiorità nei suoi confronti. Le diede un enorme piacere sentirlo elogiato dagli altri o essere presentata come la “sorella del poeta”. Un giorno disse: “Spesso sento di poter scrivere poesia. Ho tutto nella mia testa, ma in qualche modo non riesco a vederlo chiaramente per scrivere.”

Da parte di Edgar, invece, ci fu uno scarso interesse per lei e non rispose mai alle sue frequenti lettere. Rosalie disse “Credo che Edgar si vergogni di me”. Quella sua sensazione di inferiorità spesso era evidente, come quando disse “Non vedo perché Edgar debba avere tutti quei doni e io tutto il male” o “So di non poter piacere alla gente come piace Edgar. Non sono di alcuna utilità per nessuno”. Ma poi concludeva “Ma’ mi ama. Non ha mai avuto parole dure per me”. E in questo trovava conforto.

Durante la sua ultima visita a Richmond, Edgar – come notò la signora Mackenzie – trattò Rosalie con maggior indulgenza, tanto che le sembrarono più fratello e sorella ora che durante l’infanzia. Poe la accompagnò per il quartiere presentandole i suoi amici “preferiti”, osservando di quando in quando, con toni semigiocosi e semisarcastici: “Rose, perché non ti vesti come una persona normale?” o “Perché non ti comporti come le altre persone?”.

La notizia dell’improvvisa morte di Edgar la colpì, tanto che da allora parlò di lui come “il mio caro fratello”.

Rosalie e Maria Clemm

Non era benvoluta neanche dalla zia Clemm, madre adottiva di Poe. Quando andò a Fordham a trovare la famiglia del fratello, Maria Clemm disse di non poterla tenere per più di una settimana.

Poe a quel tempo era a New York e scrisse urgentemente alla zia per chiederle denaro. Non potendo ella racimolare soldi da spedire, si appropriò di parte del guardaroba di Rosalie, la cui vendita le avrebbe permesso di ottenerli. Rosalie, ovviamente, non dimenticò mai quell’atto.

A dispetto di quell’episodio, quando Maria Clemm fu costretta a chiedere aiuti caritatevoli dopo la morte di Edgar e Virginia, Rosalie, senza essere stata sollecitata, le inviò i suoi risparmi.

Verso la fine

Dopo la Guerra Civile la vita di Rosalie peggiorò. I Mackenzie erano in condizioni di povertà e Rosalie disse che non sapeva cosa ne sarebbe stato di lei. Si recò dai suoi parenti a Baltimora, ma la rimandarono indietro, poiché non poteva lavorare e quindi mantenersi.

Rosalie scrisse a Susan Archer Weiss, accludendo nella lettera alcune fotografie di Poe e una sua lettere autografa, chiedendo di venderle per ottenere una qualsiasi cifra di denaro. Susan ne parlò con il Colonnello John Stephenson Du Solle, del «Sunday Dispatch» e del «Sunday Mercury», e poi con la signora S. H. Kidder, di Boston, ma nessuno le acquistò.

Rosalie scriveva spesso a Susan chiedendo notizie di quella vendita: “Cara S., hai notizie sulle lettere e le foto di mio fratello? Fa’ qualcosa, S., fa’ qualcosa per me, poiché ora sto peggio di prima. Non ho casa e di notte devo cercarmi un posto per dormire. Non so davvero cosa ne sarà di me”.

E ancora: “Prova, cara S., prova a vendere la lettera e le foto… Ho lasciato il posto in cui stavo quando ti ho scritto l’ultima volta, perché mia cugina non mi dà più un letto per dormire. Cammino quasi tutto il giorno, finché sono stanca morta, e non so dove possa ottenere un posto per la notte. Mi sento come una pecora persa senza scarpe né guanti.”

Rosalie andò poi a Richmond da Susan per alcune settimane. Appariva molto malata, ma non si lamentava. Il medico che la curava disse che aveva “troppo poco sangue e muscoli e troppi nervi”. Mangiava poco e parlava di quelli che chiamava i “vecchi tempi”, quando viveva nel lusso. E, riferita alla sua situazione: “Molte volte ho desiderato la crosta che usavamo gettare ai cani”. Desiderava soltanto un “buon pane e del caffè forte”, che beveva in quantità elevate.

Il Professor Valentine tenne una conferenza a Boston sul genio di Poe e inviò a Rosalie i proventi, circa 50 dollari. Con quei soldi ella tornò a Baltimora e li affidò a un parente per prendersi cura di lei. Volendo poi fare un regalo al professore, chiese indietro quei soldi, ma le fu risposto che erano serviti tutti per pagarle la sussistenza.

Rosalie PoeNegli ultimi anni della sua vita Rosalie vagava per le strade, tentando di vendere falsi autografi del fratello Edgar, che lei stessa produceva. A questo proposito secondo un’altra fonte vendeva cartoline del fratello, in cui spesso apponeva la propria firma insieme alla frase “Sister of Edgar A. Poe”. Provò anche a vendere mobili, sostenendo che fossero appartenuti a Edgar. Rosalie sopravvisse grazie alla carità altrui, avendole rifiutato il proprio aiuto il cugino Neilson di Baltimora.

Non ricevette neanche l’eredità di Edgar, poiché non fu in grado di presentare la documentazione necessaria all’amministrazione.

La salute di Rosalie peggiorò al punto che alcune persone cercarono per lei un istituto di beneficenza che la accogliesse. L’1 marzo 1870 Rosalie fu accolta alla Epiphany Church Home di Washington D.C., un rifugio per i poveri della parrocchia.

La morte la colse improvvisa mercoledì 22 luglio 1874. La chiamarono per firmare una raccomandata che aveva ricevuto, ma quando risalì in camera, si sentì esausta. Aprì la lettera, senza leggerla, e scivolò sul letto nell’incoscienza. Morì intorno alle 9. La lettera conteneva un ordine postale per 50 dollari, inviatole dal filantropo George W. Childs, di Filadelfia, che ella aveva contattato.

Sebbene avesse voluto esser sepolta vicino al fratello, fu invece seppellita al Rock Creek Cemetery di Washington. La data di nascita nella sua lapide riporta il 1812, ma probabilmente quella fu la data del suo battesimo.

Due ritratti di Rosalie Poe

Rosalie Poe

Fonti

  • Poe Museum
  • The Edgar A. Poe Calendar
  • Edgar Allan Poe Society

2 commentiOn La tragica storia di Rosalie Poe, sorella di Edgar

  • Ciao Daniele, fa troppo tristezza la fine di Rosalie Poe. Nemmeno la sepoltura vicino al fratello Edgar ha ottenuto.

    • Sì, e avrebbero potuto pensarci anche in seguito, in epoca moderna, a traslare la salma e darle la sepoltura dove aveva voluto.

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