La storia del Poe Toaster

Per oltre 50 anni, dal 1949, un uomo ha lasciato sulla tomba di Edgar Allan Poe, nel giorno della sua nascita, una bottiglia mezza piena di cognac francese e tre rose rosse, come omaggio e tributo all’autore.

L’identità di questo misterioso personaggio, chiamato Poe Toaster, termine che possiamo tradurre con “Colui che brinda a Poe”, non è mai stata rivelata. In rispetto alla memoria di Poe e per preservare questo rituale non è mai stato fatto alcun tentativo per fermare o ostacolare questo ammiratore segreto.

La tomba di Poe si trova nel cimitero Old Western Burying Ground, vecchio di due secoli, all’angolo fra la Fayette e Greene streets a Baltimora, nel Maryland, non lontano dalla casa in cui Poe visse e scrisse un tempo.

Il vero significato del rituale e esattamente quale messaggio si sia voluto dare con gli oggetti lasciati vicino resta un mistero: il significato del cognac francese non è del tutto chiaro, dal momento che nelle opere di Poe non ci sono riferimenti al cognac. Il misterioso personaggio lascia una bottiglia non piena di cognac, ogni anno, e si presume che ne abbia bevuto il resto. Da qui il soprannome di toaster. Parecchie di queste bottiglie di cognac sono ora in mostra al Poe House and Museum di Baltimora. E’ opinione comune che le tre rose rosse rappresentino la zia e suocera di Poe, Maria Clemm, la cugina e moglie Virginia Clemm e lo stesso Poe (le tre persone seppellite vicino al monumento).

Poe Toaster
Una bottiglia di cognac e 3 rose rosse lasciate dal Poe Toaster

Il Poe Toaster è stato descritto dai testimoni come una persona dall’aspetto sinistro, vestita completamente di nero, con un cappello nero di feltro a tesa larga e una sciarpa nera (o bianca), avvolta a nascondere il suo volto, e con un bastone da passeggio. Una volta entrato nel cimitero, metteva con cura il cognac e le rose sulla tomba, talvolta piegandosi a baciare l’effige scolpita sul monumento, poi si raddrizza, si leva il cappello e se ne va. Gli oggetti lasciati sono sempre stati gli stessi, ma in qualche occasione sono stati accompagnati da note non firmate, una delle quali dice semplicemente “Edgar, non ti ho dimenticato”.

Per i 15 anni passati, gli ammiratori di Poe, incluso il curatore del Poe House and Museum di Baltimora, si sono radunati nella notte del compleanno di Poe (il 19 gennaio) nei pressi della Westminister Church per osservare, ma non ostacolare, il rituale privato del Poe Toaster. (Questi stessi devoti di Poe, a loro merito, hanno impedito con successo a altri di provare a scoprire l’identità dell’uomo).

Si crede comunemente che potrebbe esserci più di una persona a compiere il rituale negli anni, forse fa anche parte di una specie di iniziazione di una società segreta che passa le funzioni da una persona all’altra. (Inizialmente i testimoni descrissero un vecchio gentiluomo dai capelli bianchi, mentre negli ultimi anni riportano un uomo molto più giovane coi capelli neri, l’ipotesi che l’ultima persona vista potrebbe essere il figlio dell’uomo che iniziò quel rituale. Sembra che la stessa persona portò avanti la tradizione fino al 1993 quando fu lasciato un messaggio criptico sulla tomba di Poe, che recita “la torcia sarà passata”. Da allora fu visto un uomo più giovane.

Negli ultimi anni qualche messaggio lasciato dal Poe Toaster aveva assunto toni più “d’attualità” e in due casi aveva anche sollevato qualche polemica; una volta nel 2001 per fare una predizione impopolare sul risultato del Super Bowl in cui i Baltimore Ravens si sarebbero scontrati con i New York Giants; e ancora nel 2004 per criticare apparentemente la Francia per la sua opposizione alla partecipazione dell’America alla guerra in Iraq. Ecco le due note riportate da tutti i maggiori media:

Nota del 2001: New York Giants. Tenebre e declino e il grande blu hanno il dominio su tutto. Baltimore Ravens. Mille ferite soffriranno. Edgar Allan Poe sempre. La notizia del contenuto della nota provocò uno scalpore minore per varie ragioni. Mai prima di allora il Toaster aveva commentato eventi attuali come lo sport, e nessuno poté spiegare perché il Toaster non avrebbe favorito i Ravens, chiamati così per la famosa poesia di Poe.

Nel 2004 il Poe Toaster diede l’impressione di essere in disaccordo con la Francia. La nota scoperta fra le rose dichiarava: La sacra memoria di Poe e il suo luogo di riposo non è posto per cognac francese. Con grande riluttanza ma per rispetto alla tradizione familiare il cognac è lasciato. La memoria di Poe vivrà per sempre! Parecchi interpretarono questo come una condanna dell’opposizione della Francia alla guerra in Iraq.

Poi, nel 2010, per la prima volta in 61 anni della storia della cerimonia, il Poe Toaster mancò il suo appuntamento alla tomba di Poe. Jeff Jerome, curatore del Poe House and Museum, parlò della sua delusione alla mancata apparizione del Toaster e suppose che forse il Poe Toaster aveva scelto il 200° anniversario della nascita di Poe, lo scorso anno, per porre fine alla cerimonia. Jerome disse che per i prossimi due anni ha in mente di restare vigile, ma che se il Toaster manca ancora all’appuntamento egli considererà finito quel tributo.

Non ci sarà mai più il rituale del Poe Toaster? O forse questo è soltanto un mistero più profondo dentro un mistero da esplorare, qualcosa che Poe stesso avrebbe apprezzato?

In qualsiasi caso, quando tutto è detto e fatto, si deve prendere nota che chiunque abbia compiuto questo rituale ha sicuramente fatto un così sublime omaggio a ciò che fu la vera essenza dell’opera di Poe e della stessa narrativa horror-gotica: un oscuro e misterioso rito celebrato in un vecchio cimitero alla luce della luna!

– Libera traduzione da The Tale of the Poe Toaster di Curt Rowlett.

6 commentiOn La storia del Poe Toaster

  • Una storia affascinante, misteriosa, degna del Grande EDGAR ALLAN POE…

  • Riguardo il cognac forse non ha mai scritto, ma uno dei più bei racconti di Poe parla dell’Amontillado, celebre sherry spagnolo…

  • Molto affascinante questa storia. Oscuri cerimoniali si sono spesso susseguiti negli anni anche sui luoghi di sepoltura di altri “grandi e maledetti” della storia.
    Tralasciando le forme di isteria fanatica di alcuni travisati sostenitori che hanno confuso i luoghi di estremo riposo dei loro idoli, con luoghi di degradanti manifestazioni di costume indecente, si può osservare la misteriosa storia della “Dame du manteau gris” che per trent’anni anni depose una rosa rossa sulla tomba di Jim Morrison a Parigi, penetrando misteriosamente nel cimitero prima dell’orario di apertura e lasciando assieme alle rose inquietanti frammenti di manoscritto apparentemente vergati dallo stesso autore. Non fu mai allontanata, fermata o identificata, ne mai le fu chiesto da dove entrasse quando il cimitero era ancora chiuso, cosa peraltro impossibile vista la vastissima presenza di guardiani posti fuori le mura apposta per prevenire intrusioni notturne da parte di stupidi fans scalmanati, inoltre (fatto degno di nota) il rituale ebbe inizio pochi giorni dopo la sepoltura di Morrison quando la tomba era anonima e rimasta tale per almeno un decennio. All’epoca del suo decesso e nei mesi precedenti in cui visse nella città, nessuno conosceva o frequentava il poeta, tranne la sua compagna, un giornalista, un fotografo e due registi francesi.
    Oppure la storia dell’anziana signora, dalle vesti di strega, che ogni mattina all’alba depositava una rosa manufatta in perline color argento sulla tomba di Oscar Wilde, rituale che s’interruppe quando la misera e scarna tomba (resa quasi anonima dall’incuria) del poeta fu sostituita dalla meravigliosa scultura in cemento, oggi ricoperta di tracce di baci lasciati con il rossetto. Si dice che il monumento fu eretto con l’ingente eredità lasciata al cimitero dalla “strega” con l’apposita intenzione. La targa retrostante invita i visitatori a lasciare in ordine il luogo ed il monumento eretto in seguito ad una donazione che vuole restare anonima nell’identità.

  • Pingback: In attesa del compleanno di Poe ()

  • Storia splendida, magica…

  • Leggete “il sodalizio del sangue”,oltre che molto bello parla anche di questa cerimonia.

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