L’uomo della folla – Recensione

Un racconto che, sotto certi aspetti, anticipa, e non solo cronologicamente, il celebre I delitti della Rue Morgue, per le intuizioni e la perspicacia del protagonista.

Uniche le descrizioni che Poe, per via del suo personaggio, fa della moltitudine di persone che affolla la via in cui la storia ha inizio. Una capacità di osservazione che non sembra essere propria solo del protagonista del racconto, ma di Poe stesso, come se fosse egli a sedere a quel caffè londinese, intento a osservare la gente che passa e non un fittizio personaggio.

Non un racconto dell’orrore, né umoristico, anche se è presente un elemento di satira, ma che costituisce tuttavia solo un accenno, tanto da passare quasi inosservato. Un racconto che anticipa un orrore, forse, che lascia il lettore nel dubbio, con una fine che potrebbe essere l’inizio di una storia agghiacciante.

  • Titolo originale: The Man of the Crowd
  • Prima pubblicazione: dicembre 1840 sul Burton’s Gentleman’s Magazine

L’uomo della folla come storia probabile

L’uomo della folla è un racconto che non contiene alcun elemento del soprannaturale, né traccia di quell’orrore che Poe ha cantato in altre sue storie. Se mai, come accennato sopra, dà il là per un racconto dell’orrore.

Dunque è una storia più che probabile, per quanto eccentrici possano sembrare i comportamenti del protagonista e dell’uomo della folla.

4 commentiOn L’uomo della folla – Recensione

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