L’ultima notte di Edgar Allan Poe

Bagliori d’autore 2008 presenta Scaramante Associazione in “L’ultima notte di Edgar Allan Poe“, spettacolo di teatro, musica e danza in un unico atto.

“L’ultima notte di Edgar Allan Poe” è un viaggio interiore nella coscienza delirante del genio americano, durante gli ultimi attimi che precedettero la sua prematura morte. “La mente forte d’America”, è totalmente consumata dal Delirium Tremens e rivive sotto forma di allucinazioni, quegli oscuri contenuti che avevano già ispirato i suoi racconti.

Il poeta della perfezione e della Bellezza, l’inventore e precursore del racconto e del romanzo poliziesco, del giallo psicologico e della fantascienza, è risucchiato dal suo mondo immaginario e fantastico e nella ultima notte in ospedale, ci narra, vivendolo in prima persona, il suo ultimo racconto, del quale diventa protagonista.

Il nome di Edgar Allan Poe viene immediatamente associato a mistero, paura, terrore e mai come nel suo caso questi sentimenti appartengono non soltanto alla sua opera ma anche alla sua vita. Anche la sua morte è circondata di mistero: Edgar Allan Poe è morto a 40 anni, all’alba del 7 ottobre 1849, dopo un lungo delirio interrotto da brevi intervalli di relativa lucidità, nell’ospedale di Baltimora dov’era stato ricoverato quattro giorni prima, essendo stato trovato in condizioni pietose fuori da una taverna. S’ignorano anche i motivi che lo hanno portato da New York a Baltimora.

Con questo spettacolo, il pubblico entra nella stanza di quell’ospedale e spia gli ultimi momenti, cercando di ricostruire con l’immaginazione, la sua ultima notte: una notte piena di rimpianti e d’incubi, popolata dai fantasmi della sua vita e da quelli creati dalla sua mente, in un flusso continuo ed angoscioso che arriva al delirio, fisico e mentale.
Distrutto dall’alcol e dall’oppio, Edgar Allan Poe cerca di affrontare uno dei fantasmi più presenti nelle sue opere: il suo doppio, il suo “Willam Wilson”.

Tormentato dal ricordo doloroso della giovanissima moglie — Virginia, la sua adorata cuginetta sposata quando lei aveva 13 anni e morta di tubercolosi a 26 anni — resiste all’avanzata della morte contrapponendo la vitalità dei personaggi creati da lui stesso, talmente scolpiti da sembrare vivi, talmente forti da essere per lui gli unici amici, i soli compagni in questa notte senza fine.

Il racconto della sua ultima notte è un delirio dove frammenti della sua vita reale si fondono e confondono con il mondo creato dalla sua fantasia. In uno scambio continuo e frenetico fra passato e presente, fra reale e immaginazione, fra incubi e ricordi, con l’intento di prendere lo spettatore e farlo salire sul vascello fantasma alla scoperta del meraviglioso mondo poetico di Edgar Allan Poe. E molti racconti diventano una lunga confessione dove il ricordo della moglie bambina si fonde con il ritratto delle donne da lui inventate, da Ligeia a Berenice; dove il letto dell’ospedale diventa il tavolo di tortura al quale è legato il protagonista de Il pozzo e il pendolo, mentre comincia ad avvicinarsi La Morte Rossa con la sua maschera.

Edgar Allan Poe è poesia pura, è il fascino dell’insolito, è la capacità infinita di scavare nell’animo umano fino ad affacciarsi sull’orlo del precipizio, lì dove si prova un piacere infinito e irripetibile di lasciarsi cadere nel vuoto, spinti dal “demone della perversione”. Così quando sentiamo il battito del Cuore rivelatore non riusciamo a resistere e confessiamo le nostre colpe, anche se porteranno all’inferno.

Edgar Allan Poe è anche il poeta della perfezione formale, della poesia per la poesia, dell’unità d’effetto che ritroviamo emblematicamente e magistralmente in “Il corvo“.

In un ultimo momento di lucidità, riacceso da uno scatto d’ira verso l’ennesima allucinazione, ecco emergere un poliedrico Poe che è pure critico, non solo letterario, ma, nelle mirabili pagine di “Colloquio di Monos e Una“, critico implacabile della società in cui viveva.

Quando arriva l’alba ed è tempo di andare, ecco delinearsi, attraverso Eureka, la sua straordinaria visione unitaria dell’Universo: la coscienza individuale si indebolisce mentre si accresce la coscienza di essere Dio. Il doppio allora si spegne e finalmente torna “uno” nella figura del capitano Reynolds (l’esploratore polare che ispirò Gordon Pym e che sembra che Poe invocasse prima di morire), il quale rimane solo, come Poe all’inizio: Poe ha ormai scoperto i luoghi dove la poesia è perfetta, pura Bellezza; dove la poesia non ha note stonate; dove la poesia la scrive soltanto DIO.

L’ultima notte di Edgar Allan Poe: spettacolo di teatro, musica e danza in un unico atto

  • Regia: Luca Sargenti
  • Soggetto: Luca Tironzelli
  • Testi: Luciano Falcinelli, Luca Tironzelli, Luca Sargenti
  • Musiche originali composte ed eseguite dal vivo da Michele Rosati
  • Con Luca Sargenti, Luca Tironzelli
  • Ballerine – attrici: Bianca Migliorati, Jasmine Capitini, Erika Panni, Alessandra Lazzari
  • Coreografie: Bianca Migliorati
  • Tecnico luci e audio: Simone Frascarelli

Date e orari

  • Giovedì 23 ottobre 2008 ore 21:00: Teatro Francesco Torti, P.zza Filippo Silvestri, Bevagna
  • Venerdì 24 ottobre 2008 ore 21:30: Teatro Excelsior, P.zza Cavour, Passaggio di Bettona
  • Venrdì 31 ottobre 2008 ore 21:00: Biblioteca Comunale, P.zza della Repubblica 1, Terni
  • Sabato 1 novembre 2008 ore 21:00 e domenica 2 novembre 2008 ore 17:00 (replica ore 21:00): Teatro della Sapienza, Via della Sapienza 6, Perugia

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