L’appuntamento – Recensione

Una storia ambientata a Venezia, in cui Poe dimostra una buona conoscenza della città, mentre narra, con la voce del protagonista, il suo giro in gondola e l’incontro con un misterioso personaggio.

Nel racconto, già dalle prime righe, si legge il dramma, si coglie il dolore della morte. Ma il vero dramma no, quello, a una prima lettura, sfugge, sfugge grazie all’abilità di Poe nel costruire frasi e situazioni intricate, allo stesso tempo semplici, ma pur sempre collegate le une alle altre.

Nessuna parola viene scritta se non per un preciso scopo. La verità, in questa triste storia, è sotto gli occhi di tutti, è ben visibile eppure sfuggente, è nell’appuntamento, in quell’appuntamento sussurrato vicino al mare.

C’è un malinconico romanticismo nella vicenda narrata da Poe, che ha il sapore shakespeariano delle tragedie. Nulla a che vedere con l’orrore e il mistero. E’ una storia d’amore, di quelle che richiedono coraggio e determinazione.

Leggetela due volte. La prima per sentire il gusto amaro della tragedia, la seconda per addolcirvi la mente con la straziante verità.

  • Titolo originale: The Assignation
  • Prima pubblicazione: gennaio 1834 sul Godey’s Lady’s Book

L’appuntamento come storia probabile

Un racconto che non possiede una precisa collocazione storica. Ambientato a Venezia, con buone descrizioni della città e degli ambienti della nobiltà, non nasconde nulla di misterioso, di fantastico.

Si pone, anzi, come una storia d’amore, che però non sorprende il lettore, poiché non ha il colore rosa come ogni storia d’amore, bensì quello cupo e oscuro della morte.

L’appuntamento è certamente una storia probabile.

Un commentoOn L’appuntamento – Recensione

  • Questo racconto lo amo, uno dei miei preferiti. Soprattutto per la frase “Ci sono cose tanto comiche a questo mondo, che non si può fare a meno di ridere, se non si vuol morire.”

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