La casa che urlava nel buio

La casa che urlava nel buioQuesto fumetto, della Sergio Bonelli Editore, è da poco uscito nelle edicole italiane. Si tratta di una pubblicazione annuale, una sorta di storia alternativa che prevede la presenza di personaggi famosi all’interno della base segreta Altrove, in cui si studiano misteriosi fenomeni. Il fumetto fa parte della serie di Martin Mystère.

Quest’anno la storia è stata dedicata a Edgar Allan Poe e nella rubrica finale di Alfredo Castelli viene citato il presente blog fra le risorse su Poe.

Il Maestro, secondo il fumetto, diviene un agente della base. Fin qui nulla da dire, è un fumetto e, a meno che non sia un fumetto tratto fedelmente dalla vita di un autore o comunque di un personaggio realmente esistito, è ovvio che ci sia molta invenzione dietro la storia.

Poe era già apparso come agente in un fumetto bonelliano, e questa sua apparizione viene ricordata nella presente storia. Potete trovarlo nei numeri dal 427 al 430 di Zagor Zenith.

All’inizio troviamo un Poe cadetto, che dice di avere già avuto due anni di esperienza militare. Poe si arruolò nell’esercito il 26 maggio 1827 col nome di Edgar A. Perry. Viene promosso sergente maggiore il primo gennaio 1829, entra nell’accademia di West Point nel giugno del 1830.

Alcuni passi del fumetto sono, secondo me, un po’ troppo banali, come il corvo che appare in sogno a Poe. Ma specialmente il personaggio di Hercule Dupin, che vuole omaggiare Agatha Christie e Poe mescolando Hercule Poirot e Auguste Dupin. L’ho trovata una forzatura.

Il crittogramma presente a pagina 41, che Poe in caserma trova nell’ufficio del generale, è preso da questa pagina, ma quel crittogramma risale non al 1838, bensì al dicembre 1841, quando fu pubblicato nel Graham’s Magazine.

È storicamente vero che Poe era a Filadelfia nel 1838, anno in cui vi si trasferì con la famiglia.

La storia è piena di citazioni. Per esempio troviamo quella al racconto La lettera rubata, in cui Dupin sostiene che per nascondere veramente bene qualcosa è necessario metterlo bene in vista.

Si accenna poi al romanzo del Gordon Pym, che era stato in effetti pubblicato nel 1838. Poe parla inoltre nella storia del suo licenziamento dal Messenger, e in effetti Poe ne divenne editore nel settembre 1835 e lasciò l’incarico nel gennaio 1837.

In una vignetta troviamo una riproduzione del famoso ritratto di Virginia Clemm, moglie di Poe.

Un’altra curiosa citazione è per il racconto I delitti della Rue Morgue. Nella storia infatti l’omicida che si cerca ha infilato un corpo in una canna fumaria.

Ci sono poi due citazioni in onore di Bram Stoker e H.P. Lovecraft. Nella storia si fa menzione di una nave chiamata Lucy Westenra, che è uno dei personaggi principali del romanzo Dracula. Ed è presente un personaggio chiamato Herbert West. Chi non ricorda il bellissimo racconto lovecraftiano Herbet West, rianimatore?

Nel fumetto troviamo un noto personaggio, Roderick Usher, che Poe conosce dall’ambiente militare. Si vuole trasmettere l’idea che Poe abbia preso spunto da quell’episodio per scrivere il celebre racconto La caduta della Casa degli Usher, che uscì nel settembre 1839 sul Burton’s. Nella storia di Poe, però, Roderick aveva una sorella gemella, Madeline, identica a lui poiché erano due gemelli, mentre nel fumetto non c’è somiglianza fra i due.

Ma di Madeline non mi è piaciuta la caratterizzazione del personaggio e la scena di sesso gratuito inserita nella storia.

In generale La casa che urlava nel buio non aggiunge nulla di nuovo, né mi ha lasciato particolari sensazioni, ma è da tempo che il fumetto italiano non mi ispira più molta simpatia. C’è di buono che con questa storia più lettori possano diventare appassionarsi, o quantomeno incuriosirsi, alle opere di Poe.

I disegni sono suggestivi, una buona china che si adatta alla perfezione all’ambientazione della storia. Sarebbe bello vedere il disegnatore alle prese con una buona (ma sarà possibile?) trasposizione a fumetti di un racconto horror di Poe.

4 commentiOn La casa che urlava nel buio

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