Indovina la frase di Poe #7

Ben (ri)trovati sul nostro enigmatico appuntamento mensile. Dico enigmatico perchè ogni volta c’è qualche frase di Poe da indovinare, capire da quale racconto è tratta. Una sfida che sembra facile ma che io, da persona cattiva e perfida, rendo sempre più difficile. Si varia sempre con le frasi.  Dalle più cupe alle più allegre, dalle più matematiche alle più romantiche. Perchè come tutti ben sanno, Poe scrisse di qualsiasi cosa. Anche per questo è uno dei più grandi scrittori al mondo di sempre. Una pietra miliare, una colonna portante.

L’ultima volta abbiamo avuto una piccola sfida tra LIUX e Dupin II. E provate ad indovinare chi ha vinto? Esatto, proprio il nostro detective Dupin II. (Che sia magari un vero discendente del detective di Poe?) La frase veniva dal racconto: “Il mistero di Marie Roget”. Purtroppo l’utente LIUX era stato ingannato dall’impronta “statistica” della frase e l’aveva associata subito al racconto “Il giocatore di scacchi di Maelzel”. Una ragionamento arguto ma purtroppo sbagliato.

E se la scorsa volta la frase trattava di matematica, di calcolo, questa volta vi darò del filo da torcere con una frase tenebrosa, fantastica, cupa. Che vinca il migliore!

Purtroppo non si può considerare tutta immaginaria la triste legione dei territori sepolcrali; ma, se non vogliamo che ci divorino, bisogna lasciar che dormano, come i demoni in compagnia dei quali Afrasiab discese nell’Oxus, bisogna lasciare che dormano: o siamo destinati a perire.

5 commentiOn Indovina la frase di Poe #7

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