Il Ritratto Ovale – Cortometraggio di Nestore Buonafede

Nestore BuonafedeNestore Buonafede ha svolto la professione di medico per alcuni anni, come internista e cardiologo, operando, tra l’altro, in prima linea nell’emergenza; è un fotografo professionista da circa 25 anni, i primi di questi in sovrapposizione alla precedente attività; ed infine si dedica al cinema da circa 6 anni: un’esperienza che ha chiuso un cerchio, poiché ha riportato a galla le sue vecchie passioni letterarie, rivisitate e arricchite dalle esperienze umane della medicina e dalle esperienze estetiche ed artistiche della fotografia di paesaggio e di architettura.

“Il Ritratto Ovale” è la terza opera di Nestore Buonafede come produttore, regista e sceneggiatore. Negli anni precedenti ha realizzato “Il Respiro degli Angeli” e “Al di là del Buio”, due cortometraggi di fiction, basati su idee e soggetti originali.

Il progetto del cortometraggio

Il cortometraggio nasce come primo stadio di un progetto a più ampio respiro, che vede come protagonista Edgar Allan Poe, vissuto nella prima metà del 1800, grande e sfortunato scrittore americano carico di tutta la sua dolorosa ma affascinante esperienza umana ed artistica.

Il dono di Poe, la sua vista interiore, lo ha reso immortale: dalla sua tragica e misteriosa morte,
generazioni di giovani in tutto il mondo si sono succedute, fedelmente e silenziosamente, per quasi due secoli: lo hanno letto, lo hanno amato, hanno onorato il suo genio e la sua grandezza.

Le immense distese interiori dell’inconscio si dispiegano vorticosamente e voluttuosamente davanti a lui, come in un sogno allucinato ad occhi aperti: come il suo famoso “Corvo”, si libra dolente su questo scenario maestoso, inaccessibile ai più ma familiare per lui, per darne testimonianza a noi, comuni mortali, attraverso i simboli, creati inconsapevolmente ma allo stesso tempo lucidamente dalla propria mente.

Il Ritratto Ovale, un racconto brevissimo, racchiude in sé tutta questa esperienza ma allo stesso
tempo, come in altri suoi straordinari racconti, l’intuizione personale, cavalcando il dolore e la sofferenza, trova la strada per guardare l’inguardabile e raggiungere le più recondite profondità
dell’anima.

Il ritratto ovale

Quando e dove è stato realizzato

Il Ritratto Ovale è stato realizzato nel 2005, e montato tra il 2005 e il 2006. Le locations, in ottemperanza a quanto descritto dall’Autore, sono state scelte nella parte più tipica dell’Appennino, quello toscoemiliano: per gli esterni, il Passo della Futa; per gli interni, il Castello di Poppi e il Palazzo dei Vicari di Scarperia.

Il Passo della Futa, con i suoi boschi fitti, e le terrazze naturali sulla luminosa vallata del Mugello, ha fornito lo scenario per la precipitosa fuga dei due personaggi del racconto. Il Castello di Poppi è stato scelto per girare la scena dell’ingresso nel castello abbandonato, grazie all’architettura delle sue scale, caratteristica e magnifica. Nel Castello di Scarperia, è stata realizzata la scena notturna, nella stanza del Pittore, e le scene dei Flashback, in cui viene descritta la triste storia della Modella, moglie del pittore.

Il ritratto ovale

Realizzazione tecnica del cortometraggio

Ritratto ovaleL’idea del regista è quella di rendere naturale l’evocazione delle immagini se sollecitati da quella musica e quindi di trasferire sullo schermo un panorama mentale, fatto di elementi figurativi e sonori nati contemporaneamente.

A questo proposito, dopo la sceneggiatura, la colonna sonora è stata costruita parallelamente al piano di regia per creare un vincolo indissolubile tra immagine e suono, e fonderle insieme fin dallo stato embrionale.

Scenografia e la fotografia, le strutture portanti dell’immagine, si sono impregnate di musica fin dall’inizio, si sono nutrite di essa, sono cresciute, e nello stesso tempo hanno riversato se stesse nella musica, colorandola e rendendola visibile, generando così un risultato uniforme e omogeneo.

Le inquadrature e soprattutto i movimenti della macchina da presa sono stati progettati e inseriti in questo grande contenitore, anch’essi come se fossero movimenti sinfonici che sulla medesima base musicale riducono, ora l’intensità, ora la velocità, ora l’urgenza.

Gli operatori e i macchinisti, in ottemperanza a quanto detto, hanno usato i mezzi a propria disposizione come un musicista usa il suo strumento, lui, per creare i suoni, gli altri, le immagini.

Il Ritratto Ovale

Realizzato da un adattamento fedele dell’omonimo racconto di Edgar Allan Poe.

  • Regia, fotografia, sceneggiatura: Nestore Buonafede
  • Musiche, postproduzione audio: Donato Masci, Nicola Torpei
  • Interpreti principali: Alberto Galligani, Lorenzo Cecchi, Cecilia Bellini Delle Stelle, Luca Casrtocci
  • Anno: 2007
  • Durata: 23 minuti

Premi

  • The IFCT 2007 Award for best cinematography in a short (IFCT)
  • Primo Premio “NOBILE RADICE” (Off/Cine – Short Movie Contest, Calenzano, FI, 2007)
  • Partecipzione a SIFF 2007 (Salento International Film Festival 2007)

Guarda un’anteprima del cortometraggio Il Ritratto Ovale.

Si ringrazia il signor Nestore Buonafede per aver autorizzato la pubblicazione del materiale.

5 commentiOn Il Ritratto Ovale – Cortometraggio di Nestore Buonafede

  • Sarebbe davvero molto interessante riuscire a vedere il film per intero… Ma come si deve fare? Bisogna aspettare che vada in distribuzione?
    Saluti

  • ..sembrerebbe un buon adattamento 🙂

  • Sì, anche a me sembra ben fatto. C’è una buona fotografia e anche le inquadrature mi sembrano ottime.

  • Ho visto “Il ritratto ovale” del cofanetto dei 3 dvd di cui abbiamo commentato in un precedente post (Edgar Allan Poe – I Racconti del Mistero) e devo dire che ci sono dialoghi e personaggi ridicoli che nulla hanno a vedere con la versione originale del racconto mentre invece l’interpretazione del bravo regista Buonafede, da quello che ho visto nel trailer, è senz’altro fedele al racconto e quindi molto più interessante. 🙂

  • ..Permettetemi di spezzare una lancia a favore del suddetto cofanetto(con tutte le critiche del caso!),dicendo che va preso con le pinze.Direi che per un neofita serve a confermare la leggenda del Poe maniaco,preda di torbide ossessioni;sicuramente un’offesa al suo genio,ma può essere divertente vedere esasperate certe tendenze narrative di Edgar!Almeno,a parte certe parti che sono davvero un pò fuori,mi è piaciuta molto l’idea alla base di questa serie,quella di rendere usufruibile ad un largo pubblico(se ce l’ha mai avuto..)la parte più oscura di Poe.
    Grazie per l’ascolto,CIAO! 😉

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