Il pozzo e il pendolo (1991)

Locandina del filmNella Spagna dell’inquisizione le sorti di ogni normale cittadino sono nelle mani del terribile Torquemada e dei suoi feroci accoliti. La città di Toledo e l’intera nazione sono terrorizzati anche se seguono i vari roghi sparsi per il Paese come se fosse un campionato di calcio. Ognuno sa però che potrebbe capitare in qualsiasi momento nelle prigioni di Torquemada con l’accusa di stregoneria e subire così le peggiori torture immaginabili. Come in un cattivo scherzo del destino, due panettieri, marito e moglie, contrari all’inquisizione ma estremamente religiosi, finiscono nel bel mezzo di un rogo dell’ennesima strega. Sono dunque costretti a guardare ma Maria, la moglie, dopo uno sforzo immane per trattenere il suo urlo contro l’insano gesto, si lascia andare e viene quindi accusata anch’essa di stregoneria mentre il marito viene malmenato. Nelle prigioni Maria conoscerà Torquemada e risveglierà in lui i sensi sopiti che lo porteranno a commettere atrocità ancora peggiori e a rivalutare la sua posizione di servo del Signore. Invece inizierà per il giovane Antonio, un’avventura che lo porterà a sfidare Torquemada nella terribile prova del pozzo e del pendolo per riconquistare il perduto amore.

Come molti avranno potuto capire, questo film è tratto liberamente dal racconto “Il pozzo e il pendolo” dell’immenso Edgar Allan Poe. Questa versione cinematografica (che viene dopo qualche tempo a quella dell’accoppiata Corman/Price), diretta da Stuart Gordon, l’allora astro nascente dell’horror splatter, non rende sicuramente giustizia alla magnificenza del racconto di Poe né da un punto di vista strettamente tecnico né da uno stilistico. Il tutto procede a rilento per colpa di una sceneggiatura sin troppo debole, con dei dialoghi talmente banali che se Torquemada avesse parlato veramente così, le streghe (innocenti o colpevoli che fossero) si sarebbero accese la pira senza bisogno d’aiuto. Sulla stessa linea le interpretazioni dei personaggi, che sebbene siano già fiacchi come costruzione di partenza, gli attori non aiutano certo a migliorarne la caratterizzazione. Davvero terribili dal primo all’ultimo, dalla purezza in propinopilene di Maria (che per espressività ricorda tantissimo le statuette della Madonna di Lourdes piene di acqua benedetta che aveva mia nonna sul comò di camera sua), al coraggio recitato di Antonio, dalla pettinatura decisamente fuori luogo di un Torquemada per niente terrorizzante, ai buchi nelle mani (tipo stigmate per intendersi) di uno dei tanti sanguinari servitori del sopraccitato monaco. Per non parlare poi di una fotografia incomprensibile che riesce misteriosamente a far datare un film del 1991 come minimo a un decennio prima.

Apriamo la dolorosa parentesi sulla regia: (Stuart Gordon si ritrova decisamente fuori luogo a dirigere un film che non si addice alle sue origini splatter (ha cominciato con “Re-Animator” tratto da un racconto di un altro genio horror, H.P. Lovecraft), un film che lascia da parte gli effetti speciali per prediligere soprattutto la tensione che si crea attraverso la situazione di Maria (incarcerata) e quella di Antonio (scarceratore) e, più in generale dalla loro opposizione al sistema inquisitore. Aspettando l’azione, il sangue, e, perché no, magari qualche apparizione demoniaca, la regia non riesce a tener alta l’attenzione dello spettatore che rischia così immancabilmente di addormentarsi o di mettersi a usare messenger (che almeno si tiene in contatto col mondo) chiudiamo la dolorosa parentesi.

E, oltre alla parentesi, sarebbe il caso di chiudere gli occhi qualche volta o al massimo, come in questo momento, smettere di parlare (o scrivere) e chiudere anche la recensione.

  • Titolo originale: The pit and the pendulum
  • Usa, 1991 – 97′
  • Regia: Stuart Gordon
  • Sceneggiatura: Dennis Paoli
  • Cast: Lance Henriksen, Jeffrey Combs, Rona De Ricci

Recensione inserita per concessione del sito Pellicola Scaduta.

4 commentiOn Il pozzo e il pendolo (1991)

  • sto guardando proprio in questo momento il film… che dire, è orripilante. Ma nel senso che davvero preferisco usare msn piuttosto che seguire l’ “avvincente” vicenda. E sottolinerei il liberamente ispirato.

    😉

  • Oggi, 7 ottobre ricorre l’anniversario della tragica morte di Edgar Poe. Buon per Lui, altrimenti avrebbe senz’altro legato al pozzo, e sezionato al pendolo, questo insulso regista, autore d’una grande sceleratezza nei confronti del Maestro, altro che “liberamente ispirato”…

  • Ho avuto anche io la sventura di vedere questo film. Fa rimpiangere addirittura i fratelli Vanzina, e non dico altro.

  • per favore mi dite la fine?non ce l’ho fatta a vederlo tutto e vorrei sapere la fine…grazie mille

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