Demolizione della Casa di Edgar Allan Poe

Casa di Poe a New YorkNel 2000 NYU (New York University) annunciò il progetto di una nuova costruzione per la scuola di legge sulla West Third Street, fra Sullivan e Thompson. Il sito era la Poe House, dove Edgar Allan Poe visse durante un periodo importante della sua vita. La costruzione del nuovo edificio richiese la demolizione della ex casa di Poe, e i residenti del quartiere protestarono contro i progetti della NYU. In conclusione, NYU fece un compromesso coi residenti e acconsentì a preservare la facciata della casa, ma quando la costruzione fu terminata, “alcuni residenti locali restarono inorridito da ciò che videro”.

Storia della Casa di Poe

Durante gli anni 1844-1845 Edgar Allan Poe visse in una piccola casa dai mattoni rossi, all’85 West 3rd St. nel Greenwich Village. Mentre risiedeva lì, con la sua moglie malata, il Poe finora senza successo cominciò uno dei suoi più significativi lavori- Il barile di Amontillado– e pubblicò una delle sue più durature opere- Il corvo. Inoltre, “Poe pubblicò la sua prima sostanziosa raccolta di poesie, realizzò il sogno di tutta la sua vita acquistando una sua propria rivista letteraria e lavorò su almeno tre importanti racconti”, dice una petizione firmata da oltre 70 studiosi per la salvare la casa. I residenti del vicinato hanno manifestato a lungo un forte legame con la costruzione, sia per il suo valore storico che per quello architettonico come abitazione dell’inizio del XIX secolo, a tre piani, indipendente. David Garrard Lowe, un architetto storico che scrisse Stanford White’s New York (Watson-Guptill, 1992), disse che la casa è un “perfetto esempio di recupero coloniale, lo stile architettonico che il romanziere Edith Wharton ammirò nei suoi scritti sul quartiere”.

La costruzione è stata anche riconosciuta per la sua più grande importanza come sito storico. “Gli studiosi di questo paese sono stati estremamente angosciati per la perdita di questa casa”, disse Burton R. Pollin, un professore emerito della città universitaria che ha scritto 12 libri su Poe.

NYU e la casa di Poe

Il professor Pollin ha espresso la sua angoscia per i progetti della New York University, ora completamente eseguiti, di demolire la casa di Poe per espandere le strutture della scuola di legge della NYU tramite la costruzione del Furman Hall.
Appena annunciata la sua decisione di demolire la casa di Poe nel 2000, NYU affrontò la resistenza sia dei residenti che dei preservatori. A un incontro nel dicembre 2000 un relatore lesse al microfono Il corvo di Poe a oltre 100 residenti del quartiere. Il relatore fu arrestato per aver violato la norma contro i rumori molesti nella città.
I gruppi per la conservazione di New York, come la Municipal Arts Society e la Landmarks Conservancy, come anche la Mystery Writers of America, scrissero alla scuola di legge, “implorando agli amministratori di riconsiderare i loro piani”. La Municipal Art Society dichiarò inoltre che i piani della NYU “altererebbero radicalmente l’area”. “Stanno trasformando Washington Square e cambiando il carattere del quartiere costruendo enormi edifici”, disse Aubrey Lees, un membro della Committee to Save Washington Square, un gruppo del quartiere.

Il musicista Lou Reed prese nota dell’importanza culturale delle azioni della NYU: “L’abitudine degli Stati Uniti di ignorare i propri artisti originari è sempre stata sconvolgente, dimostrando una mancanza di rispetto per storia e cultura. Questo in nessun’altra parte è più manifesto che nel desiderio della New York University di distruggere la casa di Edgar Allan Poe per costruire un edificio della scuola di legge.”
O, come aggiunto dal romanziere storico, residente nel quartiere e membro della facoltà alla NYU, E.L. Doctorow, “La casa di Poe è uno dei pochi [edifici] ancora rimasti del bagaglio culturale letterario che esiste più nel tempo che nello spazio”.

In risposta all’imminente demolizione nel 2000, gli studiosi di Poe chiesero alla Landmarks Preservation Commission della città di designare la casa di Poe come una pietra miliare, ma dopo aver considerato la documentazione, l’agenzia rifiutò di tenere l’udienza. Il New York State Office of Historic Preservation annunciò che aveva determinato che la Judson House, un edificio adiacente compreso nella demolizione dal progetto della NYU, era idoneo per essere inserito nell’elenco dei luoghi storici nei registri statali e nazionali. Ma questa nomina non proteggerebbe necessariamente la casa dalla demolizione. Riferendosi alla West Third Street, F. Anthony Zunino, presidente del Greenwich Village Society for Historic Preservation, disse “Quell’intera strada è diventata istituzionalizzata da Broadway fino alla fine del parco, eccetto quest’unico isolato. Stanno distruggendo la portata del quartiere ogni volta che buttano giù parte del Village”.

Residenti e preservatori tentarono anche di bloccare l’espansione della NYU e la demolizione intentando una causa al tribunale statale. Il tribunale bloccò i piani di costruzione della NYU con un ordine restrittivo, che fu fissato per iniziare nell’agosto 2000, per considerare i valori dell’azione legale. Il 29 settembre il tribunale tolse l’ordine restrittivo e respinse la causa, ritenendo che il tribunale mancava dell’autorità legale necessaria per fermare il progetto. Tuttavia l’opinione scritta del tribunale parlò duramente contro l’azione della NYU, esortando l’università a preservare spontaneamente la casa di Poe, citando la responsabilità della NYU come un’istituzione accademica. Come il tribunale scrisse nella sua opinione: “Da un punto di vista storico, culturale e letterario, la casa di Poe dovrebbe stare in piedi. Sfortunatamente neanche l’accademia difenderà la sua conservazione”.

Compromesso

Dopo aver tentato di abbattere la struttura della casa di Poe, la NYU raggiunse un accordo con la comunità di residenti e preservatori nel 2001, attraverso il quale il nuovo edificio conserverebbe i mattoni originari della casa di Poe e li incorporerebbe nella nuova facciata della Furman Hall nel sito della casa di Poe. Questo accordo, comunque, non rappresentò l’unica opzione che la NYU poteva scegliere. Come E.L. Doctorow scrisse in una lettera al New York Times, “La casa di Poe è abbastanza piccola e evoca molto le continue gravi difficoltà dello scrittore. Mi meraviglio del perché i piani non possano essere disegnati per costruire la scuola intorno, sopra o dietro ad essa. Una cosa del genere è stata fatta altrove quando architetti si sono confrontati con una struttura storica ma scomoda.”

Il 28 settembre 2001 la New York University School of Law spianò il terreno per una costruzione da 98 milioni di dollari. Sebbene i numeri degli iscritti alla scuola di legge siano rimasti costanti, il nuovo edificio aumentò lo spazio occupato dalla scuola di quasi il 50%. “Oggi NYU è vista come il nemico da chiunque viva nel Village”, disse Barry Lewis, un architetto storico che insegna alla
New York School of Interior Design.

Oggi: Furman Hall

Nell’edificio della Furman Hall e per onorare il compromesso della casa di Poe, NYU spostò la nuova facciata a mezzo isolato dall’ubicazione originaria, e circondò la nuova facciata su tutti i lati e verticalmente per nove piani, con un’architettura moderna di 170000 piedi quadrati. Inoltre, NYU mancò di usare i mattoni originali color salmone nella nuova struttura. “Passandoci davanti, non avresti saputo mai che questo è ciò che resta ora di una casa del XIX secolo”, disse Andrew Berman, direttore esecutivo della Greenwich Village Society for Historic Preservation. “Sembra attaccato. E’ una facciata, letteralmente e in senso figurato”.

La casa di Poe su Street View

– Libera traduzione da Demolition of the Edgar Allan Poe House.

Un commentoOn Demolizione della Casa di Edgar Allan Poe

  • Riescono a fare la metropolitana qui a Roma che ovunque scavi trovi dei reperti archeologici e in America, dove di reperti storici ne hanno così pochi che si possono contare sulle punte delle dita, e loro hanno “distrutto” la casa di Poe, uno di quegli autori che ha fatto emergere la lingua inglese/americana? Questa è ingratitudine. Uno scandalo.

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