Chi ha scritto “Epigram for Wall street”?

C’è una poesia ritenuta fino ad oggi composta da Edgar Allan Poe, che, alla luce di nuove scoperte, dovremmo forse eliminare dal novero dei componimenti dello scrittore o quanto meno dovremmo riconsiderarne l’origine.

Si tratta dell ‘ “Epigram for Wall street” [1],  pubblicata sull’Evening Mirror (New York) il 23 gennaio del 1845 a pagina 2 in terza colonna. L’Evening Mirror era il giornale presso il quale Poe all’epoca lavorava in qualità di critico e redattore aggiunto (sub-editor)[2] e l’Epigram for Wall street è sostanzialmente un breve componimento umoristico non firmato, attribuito ad Edgar Allan Poe da Thomas Ollive Mabbott nel suo saggio critico del 1969  “The Collected Works of Edgar Allan Poe”. [3]

Secondo questo importante studioso di Poe, la motivazione principale per l’attribuzione dell ‘ Epigram allo scrittore, risiede nel commento che appare  alla fine del testo della poesia:

This is decidedly one of the best jeux d’esprit we have met in a year.
Who did it? — who?

Il Mabbott, infatti, individua in quel Who did it? – Who? una sorta di marchio auto-celebrativo, messo dallo stesso Poe, con il quale egli fingerebbe d’ignorare  l’autore del componimento sapendo benissimo di essere invece egli stesso. Tale espediente  era del resto già stato  utilizzato una volta (una sola volta), in un trafiletto nello stesso giornale nell’edizione del 14 gennaio 1845, dove si  discuteva dell’ articolo satirico “The Literary Life of Thingum Bob”, opera assolutamente scritta da Poe.

Tale trafiletto si concludeva appunto con le espressioni – “who wrote it ?”
Who did? – Can anyone tell? che qui hanno certamente funzione auto-celebrativa.

Le altre motivazioni espresse dal Mabbott  per la tesi dell’attribuzione, fungono invece da corollario e in sé sono abbastanza deboli:

  1. la poesia assomiglierebbe ad altre due poesie di Poe: “Lines on Joe Locke”  e  “Impromptu To Kate Carol”. [4] Qui mi pare che, a parte la brevità dei componimenti, in comune con l’Epigram ci sia giusto soltanto l’utilizzazione generica di giochi di parole.
  2. Epigram for Wall street è seguito da un articolo sulle cavallette [5] sicuramente di Poe, ma questo proprio non implica affatto che l’epigramma sia dello stesso scrittore.

C’è da dire che il Mabbott nel 1969 non aveva a disposizione i motori di  ricerca di internet e probabilmente  non sapeva che questa poesia era apparsa 14 e  12 giorni prima in due diversi giornali dello Stato di New York, con i titoli “How to grow rich” e “How to get rich – a new system” rispettivamente su:

  • The Republican (Baldwinsville (N.Y.) ) del 9 gennaio 1845 (pagina 1,  colonna 2)
  • Utica daily gazette (N.Y) dell’ 11 gennaio 1845 (pagina 1, colonna 1)

Perchè mai una poesia di Edgar Allan Poe sarebbe uscita anticipatamente in due diversi giornali rispetto all’Evening Mirror dove lo scrittore lavorava come critico e redattore? Secondo la mia opinione, la risposta più ovvia è che la poesia non sia di Poe, egli l’ha semplicemente vista pubblicata da qualche altra parte, l’ha valorizzata cambiandole il titolo, forse qualche parola [6] e l’ha pubblicata con quel commento finale dove il Who did it? — who? non è altro che una sincera domanda per sapere chi ha scritto quel bel “jeux d’esprit”.

Da quale  giornale avrebbe quindi Poe tratto il pezzo? Non dall’Utica poichè qui la poesia è priva del penultimo verso, ma neanche dal The Republican poichè qui il primo verso  fa “I’ll tell a plan…” mentre nell’Evening Mirror fa “I’ll tell you a plan…” esattamente  come è scritto nella versione dell’Utica.

Lo stesso ragionamento vale per il quarto verso. Nel The Republican troviamo: “And then you’ll find your money IN CREASES”, mentre nell’Evening e nell’Utica c’è scritto:  ” And then you will find your money in creases!”

La punteggiatura è inoltre molto più simile fra le versioni dell’Evening e dell’Utica rispetto alla punteggiatura nella versione del The Republican.

Da questa comparazione incrociata, credo si possa ipotizzare che tutti e tre i giornali abbiano tratto la poesia direttamente dalla stessa fonte, [7] la stessa dichiarata esplicitamente sia dal The Republican che dall’Utica daily gazette, ovvero la Great Western Advertiser:

“A correspondent of the Great Western Advertiser
has made the following valuable contribution
to the columns of that paper” [8]

Certamente Poe potrebbe essere il citato corrispondente ed il quadro tornerebbe a chiudersi in favore della tesi del Mabbott, ma il fatto è che di questa pubblicazione per ora noi non sappiamo nulla, tale giornale infatti non risulta conservato in alcuna biblioteca degli Stati Uniti e la ricerca in internet, almeno fino ad oggi,  ha dato scarsi risultati. [9]

Mi viene da pensare, osservando il nome, che la Great Western Advertiser non fosse altro che una pubblicazione sostanzialmente di annunci pubblicitari o poco più, distribuita principalmente nel West, priva di alcun valore letterario e che proprio per questo nessuno si sia mai preso la briga di raccoglierla e di conservarla in biblioteca!

La parola “correspondent” in inglese ha due accezioni, esattamente come in italiano: un “correspondent” puo’ essere un inviato di un giornale (e se Poe fosse stato inviato della Great Western Advertiser dovrebbe apparire da qualche parte nella sua biografia) oppure, un “correspondent”, è un lettore che scrive una lettera ad un giornale e secondo la mia opinione questa è, nel contesto, l’accezione giusta.

Potrebbe Poe aver scritto la poesia, averla inviata alla Great Western Advertiser, per poi recuperarla al fine di inserirla nel giornale newyorkese dove era diventato, nel frattempo, critico e redattore aggiunto?

Potrebbe pure essere, immaginando che la Great Western Advertiser compensasse i lettori che  inviavano scritti validi da pubblicare. Ma poi per quale motivo Poe non avrebbe firmato esplicitamente questa poesia sull’Evening Mirror?

Il fatto è che finchè non sapremo di più su questa rivista e non ne rintracceremo l’edizione in questione, o non troveremo aspetti inediti nella biografia di Poe, noi non potremo trarre ulteriori conclusioni e dovremo rimanere nel campo della speculazione. La ricerca comunque è aperta… e questo mistero, decisamente alla Edgar Allan Poe, continua! [10]

Enrico Brandoli

I testi della poesia nei tre giornali presi in esame

Evening Mirror (N.Y.) del 23 gennaio 1845  (pagina 2 , colonna 3)

Epigram for Wall street

I’ll tell you a plan for gaining wealth,
Better than banking, trade or leases —
Take a bank note and fold it up,
And then you will find your money in creases!
This wonderful plan, without danger or loss,
Keeps your cash in your hands, where nothing can trouble it;
And every time that you fold it across,
‘Tis as plain as the light of the day that you double it!

This is decidedly one of the best jeux d’esprit we have met in a year.
Who did it? — who?

The Republican (Baldwinsville (N.Y.) ) del 9 gennaio 1845 (pagina 1,  colonna 2)

How to grow rich
“A correspondent of the G. Western Advertiser
has made the following valuable contribution
to the columns of that paper”

” I’ll tell a plan for gaining wealth,
Better than banking, trading, or leases:
Take a bank-note and fold it up,
And then you’ll find your money IN CREASES
This wonderful plan, without danger or loss
Keeps your cash in your hands, where nothing can trouble it ;
And every time that you fold it across,
‘Tis as plain as the light of the day that you
double it.’

Utica daily gazette (N.Y) dell’ 11 gennaio 1845 (pagina 1, colonna 1)

How to get rich—A new system.—A correspond-
ent of the Great Western Advertiser has made
the followiog valuable contribution to the col-
umns of that paper. The plan for growing rich
is certainly entirely original:

“I’ll tell you a plan for gaining wealth,
‘ Better than banking, trading or leases—
Take a bank note and fold it up,
And then you will find your money in creases !
This wonderful plan, without danger or loss,
Keeps your cash in your hands,where nothing
can trouble it;
‘Tis as plain as the light of the day that you dou-
ble it!

Note

[1]   Titolo sul giornale scritto esattamente così, con la “s” minuscola in “street”.

[2]   Edgar Allan Poe, a critical biography, by Arthur Hobson Quinn
New York, London, D. Appleton-Century Company, incorporated, 1941
Cap XIV – pag. 434
http://www.eapoe.org/papers/misc1921/quinnc14.htm

[3]   Mabbott, Thomas Ollive, ed., The Collected Works of Edgar Allan Poe (Vol 1 Poems),
Cambridge, Mass.: The Belknap Press of Harvard University Press, 1969.
Epigram for Wall Street – pag. 378

[4]   Lines on Joe Locke
http://www.eapoe.org/works/poems/lockes.htm

Impromptu To Kate Carol
http://www.eapoe.org/works/poems/toktcrla.htm

[5]   L’articolo si intitola: “Four Hundreds Miles of Grasshoppers!”

[6]   Probabilmente “trade” al posto di “trading” nel secondo verso.

[7]   Volendo, da questi tre testi “testimoni” si potrebbe ricostruire la forma originale
della poesia, quella che in filologia si chiama “edizione critica”.
Scopriremmo probabilmente un testo molto simile alla versione dell’Evening
con un titolo che potrebbe variare da “How to get rich” a “How to grow rich”
e nel secondo verso avremmo “trading” al posto di “trade”.

[8]   E’ il commento fra il titolo e la poesia che appare praticamente
identico nel The Republican e nell’ Utica (cfr. testi)

[9]   Potrebbe trattarsi del giornale chiamato  “The Great Western Advertiser and Chronicle”,
come nome lo si puo’ trovare tramite il motore di ricerca  http://www.worldcat.org/

[10] Il motore di ricerca con il quale ho trovato i giornali newyorkesi citati sopra è il seguente
http://www.fultonhistory.com/Fulton.html

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