Ad una in Paradiso

Tu eri quel tutto per me, o Amore,

per cui la mia anima languiva

un’isola verde nel mare, o amore,

una fontana ed un reliquiario,

tutto inghirlando di belle frutti e fiori

e tutti i fiori erano miei.

Ah! sogno troppo brillante per durare!

Ah! stellata speranza! che ti levasti solo

per essere oscurata! Una voce dal futuro grida:

“Su, su”, ma sopra il passato (profondo golfo)

il mio spirito librandosi giace

muto, immobile, atterrito!

Perchè, ahimè!, ahimè, per me

la luce della vita è spenta!

” Non più – non più – non più”

(tale linguaggio tiene il solenne mare

alle sabbia della riva)

fiorirà l’albero fulminato,

o si librerà l’aquila ferita.

E tutti i miei giorni sono estasi,

e tutti i miei notturni sogni

sono là dove il tuo nero occhio scintilla

e dove l’orma del tuo passo splende

in quali eteree danze,

presso quali fiumi!
(Edgar Allan Poe, 1835)

Tratto da “Il libro dei Poemi ” (1902), Roux e Viarengo

Traduzione di Ulisse Ortensi

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