5 miti su Edgar Allan Poe di Matthew Pearl

Mito 1. Poe era infatuato di una ragazzina

Poe sposò sua cugina Virginia Clemm quando aveva 26 anni e lei 13. Non era scandaloso come suona oggi, ma neanche completamente conveniente. Il certificato di matrimonio indica che Virginia aveva 21 anni. Molti dimenticano comunque che Poe e Virginia sono stati sposati per più di dieci anni prima che lei morisse, e che quindi lei non restò una tredicenne. Inoltre Poe frequentò altre donne dopo il suo matrimonio (e anche durante), nessuna delle quali era così giovane. Infatti il suo ultimo amore fu il suo impegno con Elmira Royster, poco prima della sua morte. Aveva la sua età, 40 anni. Non per dire che Poe ebbe tutte relazioni salutari, ma il tenore della sua vita non prova un’attrazione per le ragazzine.

Mito 2. Poe era un Sudista

Un mito parziale. E’ divertente come questo mito sia penetrato nella mente del pubblico. Poe nacque nel 1809 a Boston. Non puoi trovare uno più Yankee di così! Visse in svariati luoghi durante la sua vita, molti dei quali degni di nota, come Richmond, Baltimora, Filadelfia e New York. (Sono sempre stato incuriosito dal modo in cui queste città rappresentano un ruolo nella storia della sua strana morte). Poe fu allevato a Richmond dalla sua famiglia adottiva, e assunse parecchi modi di fare e opinioni filosofoche e politiche del sud. Poe aveva vissuto abbastanza per assistere alla Guerra Civile, c’erano quindi buone probabilità che avrebbe parteggiato per il Sud. Aveva progettato di tornare a Richmond quando morì. Quindi la sua associazione al Sud è legittima, ma è strano vedere come il fatto che fosse di Boston di nascita è per lo più ignorato (incluso lo stesso Poe, che non voleva essere associato all’establishment letterario di Boston).

Mito 3. Poe era razzista

Questa è difficile. Ci sono stereotipi offensivi in Poe nelle rappresentazioni dei personaggi non bianchi, come il buffo servitore Jupiter nel racconto Lo scarabeo d’oro. D’altra parte, l’attribuzione a Poe di molti articoli anonimi usati come prova del suo razzismo è stata ridicolizzata. Una cosa che ho introdotto nel mio romanzo L’ombra di Poe fu il fatto poco conosciuto che documenti mostrano come Poe ereditò uno schiavo e decise di liberarlo. All’epoca liberare uno schiavo era un’operazione costosa allo scopo di scoraggiare la pratica. Come alternativa, i bianchi che volevano liberare uno schiavo lo vendevano a una persona o a una famiglia di colore. Questo è ciò che Poe scelse di fare. Abbiamo molto poco nella documentazione su qualche interazione diretta fra Poe e i membri di altre razze, così questo episodio potrebbe dirla lunga.

Mito 4. Poe era un tossicomane

Poe come tossicomane, non sono sicuro di come questo entrò nella cultura popolare. Non c’è alcuna prova dell’epoca. L’unica prova che Poe usava un oppiaceo viene dallo stesso Poe, quando descrive un tentativo di suicidio ingerendo una quantità relativamente piccola di laudano. Presumendo che la testimonianza di Poe sia esatta, se fosse stato un consumatore abituale, il tentativo di suicidio sarebbe stato piuttosto vano con quella trascurabile quantità. Certo, alcuni personaggi di Poe erano alcolizzati o tossicomani. Poe non è nessuno dei personaggi di Poe. Io credo che l’immagine di Poe-drogato fosse accelerata dai consumatori di droga degli anni ’60. Leggi il mio articolo Era Poe veramente un alcolizzato?

Mito 5. Poe era un tipo strano

Poe aveva le sue manie. Alcune furono esagerate dagli osservatori, altre potrebbero essere state un artificio di Poe. Ma ciò che mi colpì indagando sulla sua vita e sulla sua morte fu che egli aveva un disperato bisogno di normalità. Non fu uno che coltivò la stranezza come, ad esempio, Michael Jackson, che fra l’altro pensava di avere un’affinità con Poe (e voleva fare un film su Poe). Anche lo strano matrimonio con sua cugina Virginia, secondo me, fu spinto dal desiderio di trovare un legame con la famiglia che aveva perso quando sua madre morì quando egli aveva due anni. Ricorda, sposare sua cugina non fu completamente un taboo allora. Anche dopo la morte di Virginia, egli continuò a vivere con la sua zia e suocera Maria Clemm e a esserle fedele, il cui soprannome Muddy le conferisce il ruolo di figura materna (come il soprannome di Virginia, Sissy, esalta anche i legami familiari che si sovrapponevano). Quando morì, stava progettando un altro matrimonio e iniziando una rivista. Poe fu afflitto e tormentato maggiormente da qualcosa di abbastanza banale: la povertà. Probabilmente la decisione più eccentrica nella sua vita fu di diventare scrittore in un periodo in cui viverci era quasi impossibile.

Libera traduzione da Top Five Myths About Edgar Allan Poe.

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